La Via 20 giugno

LA SFIDA DEL TRAGITTO

(Mc 4,35-41)

 Ci sono pagine evangeliche nelle quali ci ritroviamo con grande facilità.

Esse parlano di noi, dei nostri problemi e delle nostre paure.

Ci sentiamo descritti, conosciuti e confortati da quei racconti che hanno attraversato i secoli e sono, ancora oggi, straordinariamente attuali.

L’episodio della tempesta sedata è certamente uno di quelli.

Chi non ha attraversato la tempesta nella sua vita?

Chi può dire di non avere mai provato paura durante le grandi difficoltà?

Questa vicenda evangelica acquista poi un significato ancora più profondo per il tempo che stiamo vivendo.

Risuona infatti il perentorio invito di Gesù “passiamo all’altra riva!”.

Si trattava allora dell’invito a raggiungere la sponda dei pagani, quindi una sfida all’annuncio del Vangelo in luoghi nei quali forse non ci sarebbero state le condizioni per accoglierlo.

Oggi però è l’invito a lasciare la sicurezza e la tranquillità della nostra sponda.

Stiamo infatti attraversando un cambiamento d’epoca e chi di noi non subisce il fascino della tranquillità?

La sottile tentazione che il mondo non cambi e resti quello che è e che la società non proceda in modo così spedito verso una dimensione ipertecnologica è un desiderio che affiora nel nostro cuore.

Vorremmo stare fermi, o tirarci fuori da questa corsa perché ci intimorisce.

È per noi allora che risuona l’invito di Gesù!

L’importante è accettare la sfida del tragitto e della traversata, da compiere con Lui.

Perché il Vangelo ci ricorda che la nostra vita è un viaggio nel quale Dio si è imbarcato con noi sin dall’inizio.

Quando ci sembra di soffrire la sua assenza dovremmo chiederci cosa il Signore ci sta dicendo attraverso quella tempesta che ci tocca, in parte, di subire.

E da questa domanda uscire con la risposta di chi sa che Dio non ordina la tempesta per punirci ma, prima o poi, la placa per consolarci.

Don Umberto

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