La Via 11 ottobre

VENITE ALLA FESTA,

(Mt 21,1-14).

Non avete ancora l’abito da indossare in onore dello Sposo, poiché andate in cerca dei vostri interessi, non di quelli di Cristo”. (S. Agostino)

E con queste parole che uno dei più grandi Padri e Dottori della Chiesa risponde alla domanda che da sempre nasce leggendo il Vangelo di oggi:

“in cosa consiste l’abito nuziale?”.

Partiamo dall’inizio.

Oggi si organizzano feste molto spesso per evasione.

La festa serve a rompere la monotonia quotidiana e a non pensare, per un po’, ai problemi della vita.

In realtà una festa è un invito alla familiarità e alla confidenza.

In modo particolare la festa di nozze (ma in verità tutte le feste) sono un modo per stabilire un legame e saldare una relazione.

Questo legame dovrebbe (poi) protrarsi nel tempo, almeno nel ricordo.

È questo, credo, il senso delle bomboniere che si regalano agli invitati: esprimere il desiderio che quel legame creato dalla festa non si interrompa.

Quindi agli invitati è chiesto ovviamente di partecipare, ma inconsciamente di avere l’animo di chi è disposto ad entrare nel mondo dei festeggiati.

Come una sorta di svuotamento dai propri pensieri e interessi per riempirsi del legame con chi invita.

C’è da mettere da parte il proprio ego per fare veramente festa.

Per questo i primi invitati non ci vanno.

Ciascuno ha i suoi personali interessi, ha il proprio mondo che ritiene a tal punto più importante di quello dei festeggiati da impedirgli di partecipare.

Coloro che invece vengono raccolti per la strada ed invitati alle nozze sono solo apparentemente degli estranei.

Si rivelano essere i più adatti alla festa proprio perché liberi dal proprio ego.

A tal punto liberi da non sentirsi offesi anche se considerati una soluzione di ripiego: nessuna permalosità alberga nel loro cuore.

Questo è quindi l’abito nuziale.

Una disponibilità che nasce dal non mettere al centro il proprio ego ma coloro che festeggiano.

Dio invita anche noi.

Siamo pronti?

Don Umberto

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