La Via 26 luglio

NE VALE LA PENA?                                                         (Mt 13,44-52).

Vendere tutto ciò che si possiede per comprare il regno! Una pretesa a prima vista veramente eccessiva.

Chi vorrebbe pagare un tale prezzo, dissanguarsi così?

Il prezzo non sembra tanto esorbitante se non agli occhi di coloro che non conoscono ancora il tesoro.

E senza dubbio sono numerosi, e forse ne facciamo parte anche noi, perché Gesù precisa che questo tesoro è di solito nascosto.

Giace nascosto in un certo campo, e innumerevoli possono essere i passanti che percorrono in lungo e in largo questo campo senza sospettare la fortuna che i loro piedi calcano.

Fino al giorno in cui qualcuno, poiché casualmente lo ha scelto la grazia, si imbatte nel tesoro e lo scopre.

Felice scoperta, privilegio insigne.

Perché lui, e non un altro?

Il vangelo non dice nulla a tale riguardo né tanto meno menziona gli sforzi che il fortunato scopritore avrà compiuto prima che questi siano stati coronati dal successo.

Al contrario, sembra in realtà trattarsi di una sorpresa gratuita, di un caso divino della grazia.

Dio sceglie chi vuole.

Ancora oggi, il tesoro del regno è nascosto, e nessuno sforzo di mortale potrebbe dissotterrarlo.

Solo colui al quale Dio apre gli occhi, improvvisamente, lo scopre.

Ancora una volta, ciò che importa qui è la gioia, e che una tale rinuncia sia effettivamente preceduta da una gioia così grande.

Infatti una rinuncia è sana e salutare solo nella misura in cui è innanzitutto pervasa da una tale gioia, la gioia della scoperta del tesoro, la gioia dello Spirito Santo nell’intimo del nostro cuore.

Senza questa gioia, ogni rinuncia diverrebbe una impresa rischiosa, esposta a molte ambiguità.

Al massimo, potrebbe stroncare in noi ogni desiderio, ostruire in noi la sorgente interiore, e addirittura soffocarvi il desiderio di Dio, proprio il tesoro più prezioso, ma anche il più profondamente nascosto nel campo del nostro cuore.

Padre André Louf

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