Accolitato a Daniele Salini

Sabato 18 Luglio 2020 – Cerimonia di conferimento dell’accolitato a Daniele Salini, in Cattedrale di Piacenza.

Il nostro parrocchiano e amico Daniele Salini sta proseguendo il cammino che lo porterà a diventare diacono permanente.

Il giorno di sabato 18 Luglio scorso, in Cattedrale a Piacenza, gli è stato conferito il Ministero dell’Accolitato da parte del Vescovo Gianni Ambrosio. Il Diaconato è di norma il primo dei tre gradi del conferimento dell’Ordine, seguito dal Presbiterato e dall’Episcopato, ma la Chiesa concede anche ai laici coniugati la possibilità di accedere a questo ministero in modo permanente, senza poi proseguire verso il sacerdozio; in questo modo il diacono si pone a totale servizio della chiesa diocesana.

Al Diaconato si giunge a sua volta mediante tre gradini, che sono il Lettorato, l’Accolitato ed il Diaconato vero e proprio. In questa occasione, il Vescovo ha conferito il lettorato a tre persone e l’accolitato ad altri sette candidati.
A Daniele era stato conferito il lettorato durante lo scorso anno, ed ora si sta preparando per superare l’ultimo gradino.

Il termine accolito deriva dal greco ‘akolythos’, che significa: colui che va dietro, che segue, che accompagna.

Il Ministero dell’Accolitato è il ministero dell’Eucaristia e del servizio dell’altare.

Per noi cristiani l’Eucaristia è  “fonte e culmine di tutta la vita cristiana” (Lumen Gentium). Da qui la grande importanza di questo evento.

Come si può leggere nell’Ordinamento generale del Messale Romano,

“L’accolito è istituito per il servizio all’altare e per aiutare il sacerdote e il diacono. A lui spetta in modo particolare preparare l’altare e i vasi sacri, e, se necessario, distribuire l’Eucarestia ai fedeli di cui è ministro straordinario. Nel ministero dell’altare, l’accolito ha compiti propri che egli stesso deve esercitare.”

Auguriamo a Daniele di poter giungere alla meta in modo spedito e per questo preghiamo che Dio lo assista come lo ha assistito finora, e che susciti nuove vocazioni.

foto Claudio Civardi