Fontanella di Roveleto
CENNI STORICI dal 1701
In allora (1773) la via Emilia era frequentatissima e la postura dell’Oratorio della
Madonna del Carmelo era stata forse prescelta perché in vicinanza trovavasi una
fonte d’acqua fresca e limpidissima al quale convenivano i viandanti facendovi siesta
sulle fresche ed ombreggiate rive del torrente Chiavenna. Il culto dell’Immagine di
Roveleto crebbe fiorente di giorno in giorno, le grazie impetrate da suoi devoti ne
portarono il nome dovunque e da ogni parte e sin da luoghi lontani vennero a Lei i
bisognosi di grazie speciali sia spirituali che temporali. Vuolsi che durante il fiero
colera che nel 1836 decimò le popolazioni dell’Emilia, mentre in un dì numeroso
popolo si aggirava pregando misericordia da Dio Padre Onnipotente intorno al
Santuario di Maria Santissima, ad un tratto sia stata vista apparire nelle onde limpide
della fontana surricordata l’effige della Beata Vergine simile a quella onorata nel
Tempio. Tutti bevettero di quell’acqua con fede viva e la tradizione ricorda che chi
allora ne bevve fu salvo dal terribile morto asiatico. Fu perciò che ancora ai nostri dì
i poveri infermi dopo d’aver visitato il Santuario si recano alla fontana che tuttora
esiste a berne l’acqua, ritenendo che alla Regina dei Cieli possa piacere coi più
semplici mezzi operare quelle guarigioni che ad ottenerle non valgono gli studi dei
più celebri medici materialisti per quanto grande possa essere la loro vana superbia.
Commento di don Umberto


