La Via 11 aprile

UNA UMANITA’ NUOVA 

(Gv 20,19-31)

La domenica successiva alla Pasqua è detta anche Domenica in Albis perché anticamente in questa occasione i cristiani battezzati nella notte di Pasqua deponevano la veste bianca (alba) indossata proprio al battesimo.

Quella veste era segno di una nuova vita iniziata per loro.

I loro vecchi abiti erano dismessi e per loro una nuova umanità si era compiuta.

Non credo fossero così ingenui da pensare che il passato potesse essere cancellato tutto in un colpo e che la vita di prima improvvisamente non esistesse più.

Noi siamo sempre l’insieme di tutto ciò che la vita ci ha fatto sperimentare.

Le esperienze, buone o brutte, si accumulano e la nostra personalità ne è plasmata e modellata.

Il modo nuovo di essere concerneva piuttosto lo sguardo sul passato e le relazioni tra coloro che erano divenuti cristiani. Il passato è l’unica cosa di noi che possiamo conoscere veramente e pertanto possiamo amare veramente.

A partire quindi da quel passato, piacevole o meno, si costruisce il nostro presente e si immagina un futuro.

Dio non era assente nel nostro passato e non lo è neppure ora: questa è la Provvidenza.

La sistematica (e voluta) opera di cancellazione della memoria che una parte della nostra cultura mette in atto è quindi una lettura del tempo che poco ha a che fare con la fede in Dio.

La novità a cui la Pasqua ci chiama è una sapienza antica resa perennemente attuale.

La sapienza di legami umani fondati sulla fiducia e sulla misericordia, sull’ascolto e sul rispetto che sgorgano da un cuore nel quale è stato riversato l’amore di Cristo.

Anche l’apostolo Tommaso, di cui parla il Vangelo di oggi, deve recuperare la fiducia smarrita nei confronti dei suoi amici che gli annunciano la resurrezione di Gesù.

E non a caso deve mettere la mano nel costato del Signore.

Dal costato del primo Adamo fu creata l’umanità intera (Eva); dal costato del nuovo Adamo (Cristo) nasce una nuova umanità.

È con essa che Tommaso deve fare i conti: nella sua professione di fede è compresa l’adesione a Gesù e quella ai suoi fratelli.

Don Umberto

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