La Via 28 marzo

SARETE LIBERI

DAVVERO                          (Mc 15,1-39).

La festa della Domenica delle Palme necessita della conoscenza di un antefatto.

L’episodio infatti rimanda alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la festa delle Capanne.

I fedeli, quel giorno, arrivavano in massa a Gerusalemme e salivano al tempio in processione portando in mano un piccolo mazzetto composto da rami di tre alberi: la palma, il mirto ed il salice.

Mentre camminavano invocavano Dio con la parola “Osanna” e tutto questo era per loro una celebrazione della libertà avuta con l’uscita dall’ Egitto.

Si riteneva inoltre che il Messia sarebbe venuto proprio in quella festa.

Gesù non andrà a Gerusalemme il giorno di Sukkot, ma quel che accadde ha qualcosa di molto simile tanto che ci è lecito associare le idee e il messaggio dei due momenti.

La domenica delle Palme dovrebbe quindi condurci a celebrare una liberazione.

Parlare di libertà di questi tempi sembra un atto sovversivo.

Se intendiamo la libertà dal Covid siamo tutti d’accordo (anche se esistono persone a cui questo stato di cose fa comodo); se parliamo di libertà dalle restrizioni allora iniziano le divergenze.

C’è chi rinuncia volentieri alla libertà in nome della sicurezza e chi invece lo ritiene un sopruso.

Il fatto che Gesù sia entrato a Gerusalemme su un asino e non su un cavallo ci suggerisce qualcosa.

La libertà è semplice e leggera, non si impone attraverso un potere e con la forza.

Non si può costringere alla libertà e non tutti la amano.

Parte dal cuore, dall’intimo di una persona e riguarda innanzitutto un modo di pensare, poi un modo di vivere.

Per quanto conducesse un popolo alla libertà Mosè fu aspramente criticato e, pur portando una liberazione, Gesù fu condannato e crocifisso.

Perché in fondo la libertà fa paura ed è più facile farle violenza che accettarla.

Eppure proprio in libertà quel giorno la gente accolse Gesù. Nessuno li costrinse e lo fecero spontaneamente.

Non erano neppure preparati all’evento e per questo strapparono rami d’ulivo anziché intrecciare le tre canoniche piante.

Tra spontaneismo e libertà c’è somiglianza, ma sono profondamente diversi.

La libertà non ha prezzo, lo spontaneismo è comprabile.

E chi oggi grida “Osanna” domani griderà “Crocifiggilo”.

Don Umberto

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