La Via 5 gennaio

SAPIENTI IN CERCA DEL VERBO
(Gv 1,1-18)

La vicinanza di questa domenica alla festa dell’Epifania mi spinge oggi a fare una riflessione che partendo dal Vangelo si spalanchi sulla solennità di domani.
Il brano evangelico lo abbiamo sentito più volte in questi giorni.
È il prologo di Giovanni, capolavoro teologico di poesia, contemplazione acuta e penetrante del mistero dell’incarnazione.
In esso è descritta la presenza del Verbo nella creazione, perché proprio grazie al Verbo questa creazione è stata possibile.
Il Verbo è la Parola e la Parola è il senso dato da Dio alle cose.
In ogni realtà creata è nascosta la luce della verità; in tutto vi è un significato spesso recondito ma presente.
A chi vive di fede è concessa una conoscenza diversa, una luce particolare che permette di vedere ciò che normalmente non vediamo.
Con gli occhi dell’anima si coglie questo senso nascosto e si percepisce la presenza del Verbo.
In fondo anche i Magi cercavano il Verbo senza averlo mai chiamato così.
Scrutavano nelle stelle il significato di ciò che accadeva, sentivano il bisogno di non fermarsi in superficie ma di penetrare i fatti e gli avvenimenti legandoli a una dimensione non solo terrena, ma celeste.
Per questo, quando intuiscono che questa loro sete di verità e di senso può essere saziata si mettono in viaggio.
Ma come spesso accade, qualcuno li aveva anticipati.
Prima della loro sete di verità c’è la sete di amore di Dio.
Anche Dio ha fatto un viaggio.
E il Vangelo di oggi ce ne parla, con fini pennellate teologiche.
È il viaggio con il quale Dio esce da se stesso per venire incontro agli uomini.
Chissà se i Magi avranno trovato il bambino Gesù nella posizione in cui è la nostra statuina posta sotto l’altare in Santuario: braccia aperte pronte ad accogliere.
Pensavano di andare a cercarlo e lui li stava già aspettando.
Pensavano di portare dei doni e invece li ricevettero.
Pensavano di essere sapienti e sperimentarono quanta sapienza c’è nella piccolezza.

Don Umberto

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