La Via 9 giugno

DIO IN NOI (Gv 14,15-16,23-26).

La festa di Pentecoste è la festa della presenza di Dio in noi.
Mi sembra di poter identificare, nelle Scritture, tre modalità di vicinanza di Dio al suo popolo e quindi alla storia di ciascuno.
Nell’Antico Testamento Dio è DAVANTI al popolo; lo guida, lo illumina e lo conduce fuori dal deserto.
Nel Nuovo Testamento Dio è CON il popolo.
In mezzo ad esso.
Gesù che viene è infatti l’Emanuele che significa “Dio con noi”.
Con la Pentecoste si verifica qualcosa di più profondo: attraverso il dono dello Spirito Dio è IN noi.
Con la Pentecoste Dio si fa più intimo a noi di noi stessi; egli è come nascosto nelle pieghe della nostra umanità.
In ogni parte del mondo noi troviamo tracce di Dio, ma se scendiamo nel nostro cuore troveremo Dio in persona.
Dentro di noi c’è una sorgente molto profonda e in quella sorgente c’è Dio.
Per raggiungerla però occorre il silenzio, la calma, la capacità di introspezione.
Occorrono quindi una serie di condizioni che la nostra vita ordinaria non sempre favorisce.
Ci accorgiamo di vivere ad intermittenza: tanto affanno, tanti impegni…e poi improvvisamente, un attimo di luce, di pace, in cui acquisiamo consapevolezza di ciò che siamo e sentiamo Dio vicino e presente in noi.
In quei momenti sentiamo anche che il mondo non è una minaccia e che gli altri non sono nemici.
Avvertiamo le differenze sociali e culturali come risorsa e non come pericolo.
E questo è l’altro grande messaggio della Pentecoste: l’amore non uccide la differenza, piuttosto la moltiplica.
Dove c’è omogeneità, dove c’è un unico pensiero, dove c’è un’unica parola e linguaggio o modo di vedere le cose, là non c’è amore, ma dittatura (seppur del bene).
Meno facciamo esperienza dello Spirito e più saremo allergici alle differenze.
Purtroppo anche su questo tema oggi sembra che le cose vadano in direzione opposta allo Spirito di Dio.
Proprio come per il tema dell’interiorità.
Per questo celebrare la Pentecoste è una cosa seria.
È una assunzione di responsabilità in una società diversa da quella evangelica e cristiana.
Lo Spirito ci doni il coraggio di questa testimonianza.

Don Umberto

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