La Via 12 maggio

IL NOME NASCOSTO
(Gv 10,27-30)

Se qualcuno è riuscito a partecipare ad una Messa feriale di questa settimana si sarà accorto che le letture evangeliche sono state come una preparazione del testo ascoltato oggi.
Ci siamo sentiti ripetere, come un rassicurante ritornello, che tra noi e Gesù esiste un rapporto che niente può interrompere.
E così questa pagina del Buon Pastore non è piovuta giù dal cielo ma ci è stata offerta oggi come il coronamento di una progressiva certezza: in un mondo in cui tutto muta c’è qualcosa che resta invariabile.
Il legame è amore che ci unisce a Cristo.
Se il testo di oggi è poi collocato proprio nel tempo pasquale c’è anche un altro motivo.
La nostra fede nella resurrezione si fonda su queste parole di Gesù.
Noi non risorgiamo per una particolare energia presente nei nostri corpi, ma per la ferma decisione del Signore di non interrompere il rapporto con noi.
Se questo rapporto fosse interrotto dalla morte sarebbe un legame come tanti altri.
Invece è diverso.
È un legame voluto da Dio, quindi eterno.
Noi abbiamo una individualità, una singolarità e siamo raggiunti da una voce che ci conosce.
E con questa voce, con questa Persona noi entriamo in relazione.
Non siamo quindi destinati ad annullarci nel grande tutto, ma a mantenere la nostra identità più profonda.
Amata e conosciuta da Dio.
Questa visione credente delle cose trasforma il modo con cui si guarda a tutte le relazioni che viviamo.
Perché il legame intimo e profondo Gesù lo stabilisce con ciascuno di noi.
E quindi in ciascuno c’è traccia di questo legame e di questa relazione.
Le persone che il mondo scarta e allontana, Gesù non le abbandona.
Occorre una grande vigilanza per stare in sintonia con questo risvolto delle parole.
Facilmente si è presi da altre logiche e da altre visioni.
Facilmente prevale la paura o il sospetto, o se non altro una forma di difesa.
Il nome che Gesù pronuncia e che ogni uomo e donna della terra ha sentito almeno una volta pronunciare è nascosto dentro ciascuno.
A volte ci vuole tempo per farlo uscire.
Ma è questo l’amore paziente di ogni relazione.

Don Umberto

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