La Via 17 marzo

 GLI OSTACOLI ALLA PREGHIERA             (Lc 9,28-36).

 

 

La Quaresima, lo sappiamo, si fonda su tre pilastri: preghiera, carità e digiuno.

Oggi nel Vangelo si parla della preghiera.

Il brano è quello della Trasfigurazione.

Ma l’angolatura con cui guardarlo e con cui ascoltarlo è quella di chi, chiedendosi perché Gesù salì sul monte, non trova altra risposta che questa: Gesù voleva pregare.

Voleva un luogo isolato in cui mettersi in contatto con  Dio attraverso la scrittura (Mosè e i profeti).

Da questa intensa preghiera ne esce cambiato, trasformato, come fosse un uomo nuovo.

In realtà emerge la sua verità più profonda: quella di Figlio di Dio.

La preghiera infatti ha questo straordinario potere: metterci in contatto con la parte più vera di noi stessi.

E questa verità, se non la ostacoliamo, risplende anche al di fuori, permettendoci di fare il bene.

Certo, la preghiera trova molto spesso degli ostacoli.

Nell’episodio evangelico sono gli apostoli ad essere bloccati da questi ostacoli.

Mentre Gesù viene trasfigurato loro dormono.

È il sonno della pesantezza della vita.

Il sonno di chi è spossato da mille faccende.

Il sonno che impedisce di pregare, non solo fisicamente.

È infatti una metafora di quelle situazioni in cui si è intontiti perché saturi di troppe parole, troppi messaggi, troppo rumore.

Tutte cose che impediscono di pregare.

Al momento del loro risveglio cosa fanno poi gli apostoli?

Come agiscono una volta usciti dal loro torpore?

“Facciamo tre tende!” propone Pietro.

Ed ecco configurarsi un altro ostacolo alla preghiera: l’attivismo continuo.

Il bisogno di fare sempre qualcosa, di essere sempre in movimento, mai fermi.

Come se questo fosse un pregio o una bella qualità!

Accade proprio così: ci si mette a pregare e ci viene subito in mente qualcosa da fare.

Magari è una vera banalità, ma in quel momento diventa urgente…

E così la preghiera viene soppiantata dalle attività che portano alla soluzione dei problemi, ma difficilmente permettono di ricomprendere la propria vita.

Come tutte le cose veramente importanti della vita la preghiera ci lascia liberi.

Ad essa puoi dire di no; si può anche vivere senza pregare.

Persino senza Dio si può vivere.

Ma a sentire cosa accade quel giorno a Gesù, difficilmente ci vorrei rinunciare.

Don Umberto

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