La Via 25 novembre

 NON DI QUESTO MONDO   (Gv 18,33-37).

 

La notte ha decisamente il suo fascino.

Per molti, tutti forse, difficile da cogliere perché fortunatamente è il tempo del riposo.

Come faremmo senza il riposo notturno?

Ciò non toglie che nella notte c’è una vita, una forma di vita completamente diversa, misteriosa e creativa.

Non a caso la notte è il tempo degli artisti, dei poeti, degli innamorati.

Tanti filosofi dividono anche la storia in cicli che si susseguono alternando epoche notturne ad epoche diurne.

L’epoca notturna è quella della passione e del mistero, del sentimento e della fede.

L’epoca diurna è quella della razionalità e delle idee, dove tutto è chiaro, logico e trattabile.

Nelle prime due letture di oggi le cose avvengono di notte.

Sia il profeta Daniele che l’evangelista Giovanni hanno visioni notturne.

E nella notte vedono la verità delle cose, capiscono il senso della storia e degli avvenimenti.

Non lo capisce invece Pilato che interroga Gesù e lo fa in pieno giorno.

Sta di fronte al Signore come chi ha un potere  su di lui, come chi vive appunto di assoluta razionalità; con questa visione Gesù è un povero condannato e lui, Pilato, un re.

Sarà sua moglie ad avere una visione di Gesù e la avrà di notte. E dirà a Pilato di non condannare quel giusto.

Sua moglie, di notte, coglie la verità su Gesù e la verità delle cose.

Per penetrare nel mistero della regalità di Gesù occorre quasi l’oscuramento delle finzioni della vita terrena di cui siamo imbevuti.

Bisogna quasi chiudere gli occhi alle cose della terra e smettere di esserne affascinati.

Per questo Gesù, dialogando con Pilato, dirà “il mio Regno non è di questo mondo.”

La vita tutta di Gesù non è di questo mondo, cioè non obbedisce alle sue logiche.

È così difficile per noi entrare nella notte e rimanervi?

È difficile pensare di non ragionare come tutto il mondo ma di avere altre priorità?

Per capire chi è il nostro Re basta vedere quali sono le nostre priorità.

Tante volte, anche se noi le riteniamo tali, esse non lo sono affatto.

Sono fragili, effimere, deludenti. Sono diurne.

Solo Cristo non delude.

 

Don Umberto

 

 

 

 

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