La Via
Pubblicazione La Via foglio settimanale
-
La Via 17 maggio
L’AMORE E’ UNA COSA SEMPLICE (Gv 14,15-21). Il titolo l’ ho copiato da una bella canzone di un noto cantautore italiano. Mi sembrava che potesse esprimere, in sintesi, la mia riflessione di oggi. Il Vangelo infatti parla di due cose: lo Spirito Santo e l’amore, appunto. E della correlazione tra i due. Nel senso comune amore vuol dire voler bene, meglio, volere il bene dell’altro. Ma come è possibile volere il bene di Gesù? Qui infatti è di questo tipo di amore che si parla, l’amore per il Signore. Amarlo vuol dire affezionarsi a Lui? Vuol dire ammirarlo? Vuol dire provare il trasporto e l’emozione che proviamo per una…
-
La Via 10 maggio
LA STRADA E’ LA META (Gv 14,1-12). Tra le due parole del titolo c’è proprio il verbo essere. Non è una congiunzione ma un modo di identificare un obiettivo con il percorso fatto per raggiungerlo. Stiamo vivendo tempi incerti. Oggi è molto difficile darsi degli obiettivi precisi: cosa fare nell’educazione dei ragazzi? E nella vita della parrocchia? Per non parlare del livello personale: quali decisioni prendere? Verso dove andare? Certo avere una meta è fondamentale. È lo sguardo alla meta che guida lungo il cammino. Oggi, paradossalmente, sembra che la meta non sia davanti a noi ma dietro di noi: vorremmo tornare alla vita normale. Quando questa vita ci appare…
-
La Via 3 maggio
VOCI MAI UDITE. (Gv 10,1-10). Vi sarete accorti anche voi, in questo tempo di quarantena, delle voci mai udite prima. Scrivo “voci” ma intendo suoni, o rumori, o versi. Mai avevo sentito così tanto ad esempio il cicalare del semaforo quando emette il suono per i non vedenti. O il gracidare così forte delle rane nel Chiavenna. Anche il cinguettio degli uccelli prima, decisamente, lo sentivo molto meno. È un tempo questo che ha fatto affiorare tante cose e, tra queste, le voci finora rimaste silenziose. Rese silenziose da suoni di altro tipo, da rumori più forti oppure dalla nostra indifferenza. La parola evangelica di oggi è un invito esplicito…
-
La Via 26 aprile
GESTI SEMPLICI CHE PROFUMANO DI RISURREZIONE (Lc 24,13-35). Nella vita ci sono momenti di grande fatica momenti di sofferenza e confusione, momenti in cui non riusciamo a trovare il bandolo della matassa del nostro vivere. Questa è l’esperienza dei due discepoli di cui ci parla il Vangelo. Uno di essi si chiama Clèopa, l’altro è anonimo: Luca utilizza questo stratagemma letterario per dirci che quel discepolo siamo proprio noi, con il volto triste e con i progetti in frantumi. Incapaci di credere alla promessa del Signore, anche a noi a volte viene da ripetere: «Noi speravamo… però…». Come spesso ci accade, i due discepoli discutono delle loro delusioni e tristezze;…
-
La Via 19 aprile
AVERE UNA VISIONE (Gv 20,19-31). Senza fiducia non vai da nessuna parte. La sintetizzerei così la vicenda di Tommaso che oggi il Vangelo ci presenta. L’uomo lo conosciamo; a volte persino simpatizziamo per lui. Il suo scetticismo, il suo disincanto ci sembrano giustificati. Ma poi anche noi, come lui, riteniamo che se non hai fiducia, la vita non ti viene incontro. Ancor più di questi tempi. Le ragioni della mancata fiducia di Tommaso potrebbero essere molte. Ma a me piace evidenziarne una: la sua solitudine. Gli altri discepoli infatti erano tutti insieme: lui no. Solo. Da un’altra parte. E quando si è soli è più facile essere divorati dai pensieri…
-
La Via 5 aprile
LE DUE VOCI (Gv 21,1-11). Vivo questo ingresso nella Settimana Santa con l’anima divisa in due. Come se due voci parlassero dentro di me. Una è quella che, vedendo la gravità e l’assurdità di questa situazione, mi suggerisce di pensare che questi giorni siano irrimediabilmente rovinati. Come si può festeggiare la domenica delle Palme e l’ingresso di Gesù in Gerusalemme con questa pesantezza nel cuore e con questo clima di paura che si respira intorno? Non è forse la nostra gioia come un grido strozzato che ci rimane in gola? Questa voce la sento, perché è dentro di me e costruisce immagini di vuoto e desolazione. Ma sento anche un’altra…