La Via

Pubblicazione La Via foglio settimanale

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    La Via 13 dicembre

     TESTIMONE DELLA LUCE  (Gv 1,6-8.19-28). «Giovanni non era la luce. Ma venne per rendere testimonianza alla luce.» Giovanni, testimone, cioè martire della luce, ci fa strada nell’avvento perché ci indica come ci si rapporta con Gesù. E innanzitutto ci mostra che ciascuno di noi, pur con un cuore d’ombra, e sappiamo le ombre che abbiamo dentro, è in grado di accogliere, di accumulare, di stivare dentro di sé e di testimoniare luce. Giovanni ci dice che il mondo si regge su un principio di luce, non sulla denuncia del male, non sull’analisi spietata o intelligente della tenebra e del peccato. La storia vera, per me come per Giovanni, inizia quando…

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    La Via 6 dicembre

    I DUE INIZI (Mc 1,1-8). In questa seconda domenica di Avvento noi ci troviamo di fronte a due inizi. È strano perché sarebbe stati più ovvio incontrarli domenica scorsa al principio del tempo di Avvento. E invece, sorprendentemente, i due inizi sono oggi; come se la liturgia ci suggerisse che proprio ad essi dobbiamo fare attenzione. C’è infatti, nella prima lettura, l’inizio del libro della Consolazione del profeta Isaia; e c’è, poi, l’inizio del Vangelo di Marco. Come contraddistingue quest’ultimo? Il deserto. La parola di Dio risuona nel deserto e anche su Giovanni il Battista. Egli è un araldo, un annunciatore di quella stessa parola che gli viene rivolta. Senza…

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    La Via 29 novembre

     NON ABBASSARE LA GUARDIA  (Mc 13,33-37). Non credo ci sia qualcuno che non abbia sentito, in questi mesi, risuonare queste parole orientate a non allentare le  misure di sicurezza per combattere il virus. Istintivamente mi viene da pensare al mondo del pugilato: non abbassare la guardia significa stare attenti a non subire i colpi dell’avversario. Ma poi, se ci penso meglio, mi accorgo di come questo invito assomigli tantissimo all’evangelico “Vegliate!”. L’invito cristiano alla vigilanza, tipico del tempo di Avvento che oggi inizia, si è quasi trasformato nel più laico e scientifico “non abbassate la guardia!”. Più che scientifico è un invito medico. È come se si fosse instaurata una…

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    La Via 22 novembre

    LE PAROLE FINALI (Mt 25,14-30). Spesso le cose più importanti si dicono alla fine. Quando si è sul punto di chiudere porta per andarsene, nell’ultimo abbraccio, a volte in punto di morte. Lì è il momento in cui si dice l’essenziale, si esterna ciò che non si può fare a meno di dire. Gesù fece il suo primo discorso (nel Vangelo di Matteo) sulla felicità. Pronunciò le beatitudini e quello fu come il suo manifesto programmatico. La pagina di oggi invece presenta il suo ultimo discorso prima della passione e morte in croce. E questo discorso ha a che fare con l’essere uomini. Cosa significa vivere la propria umanità? È…

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    La Via 15 novembre

    SEPPELLIRSI PRIMA DEL TEMPO (Mt 25,14-30). La comunità dell’evangelista Matteo era una comunità in crisi: una comunità scoraggiata che attendeva invano un cambiamento, o meglio una salvezza, che non arrivava. Si era affievolito l’entusiasmo per il ritorno imminente di Cristo e l’attesa e la speranza dei più si infrangevano contro una realtà deludente. E qual era il grande rischio? Chiudersi in sé stessi, non valorizzare più il messaggio evangelico e andare a seppellirsi! Secondo la giurisprudenza rabbinica infatti seppellire un dono o un oggetto ricevuto voleva dire togliersi la responsabilità. Metterlo sotto terra era quindi un modo per prendere le distanze  e quindi dichiarare fallimentare il messaggio di Gesù. Ma…

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    La Via 8 novembre

     IL TEMPO E L’AMORE (Mt 25,1-13). La parabola di oggi ci mostra come Dio giochi molto delicatamente ed abilmente con il tempo. Le dieci vergini del racconto infatti dovevano solo fare questo: stare nel tempo dell’attesa. Bastava aspettare e tenersi pronte. Il tempo era per loro il luogo in cui sperimentare la verità del loro amore: non un colpo di fulmine o una fascinazione improvvisa, ma un sentimento costante, nutrito da gesti e pensieri, che il tempo non affievolisce ma anzi fortifica. L’attesa si prolungava e tutto questo non era che una prova: avrebbe separato coloro che sapevano amare da coloro che vacillavano nell’amore. E così fu. Alcune non furono…