Omelie

Il Verbo è la luce

L’Adorazione del Bambino o Natività è uno degli affreschi di Beato Angelico che decorano il convento di San Marco a Firenze. Misura 193×164,50 cm e si tratta di un’opera dipinta con aiuti, in particolare il cosiddetto maestro della cella 2, risalente al 1440-1441 circa.

La Natività è composta a semicerchio con il Bambino al centro e le figure disposte attorno a lui in atto di adorazione. Vi sono rappresentati, da sinistra, santa Caterina d’Alessandria, la Vergine, san Giuseppe e san Pietro Martire. Lo sfondo della capanna, col bue e l’asinello, crea un fondale piatto che evita qualunque distrazione che allontani la mente dai confini della scena. Lo scopo dell’opera era dopotutto quello di ispirare la meditazione dei frati, piuttosto che essere una mera decorazione della cella. Il bue e l’asinello sono elementi mutuati dal vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo, a sua volta derivati da un errore interpretativo dei libri di Isaia e Abacuc, forse commesso per la prima volta da san Girolamo, anche se all’epoca dell’Angelico erano da molto tempo entrati a far parte dell’iconografia tradizione della scena.

La presenza dei due santi è da leggere in chiave mistica, in contraddizione con la semplice descrizione narrativa dell’evento. San Pietro Martire in particolare era un santo dell’Ordine Domenicano e la sua figura doveva fare da esempio e ispirazione per la preghiera dei monaci, attualizzando la scena nel quadro dei principi dell’Ordine.

In alto una serie di quattro angeli, di fattura non eccelsa, chiude la rappresentazione.

Omelia di don Umberto S. Messa di mezzanotte a Cadeo

 

Omelia di don Umberto S. Messa di Natale