La Via Speciale

Vedere, un gesto evangelico

Editoriale don Umberto:

CHE COSA SIETE ANDATI A VEDERE?

 Quando leggo il brano del Vangelo di Matteo in cui è contenuta questa domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli, mi colpisce il fatto che sia ripetuta tre volte nello spazio di pochissime righe.

Se Gesù è così assillante nel porgere questo interrogativo la ragione dobbiamo pur trovarla.

Forse che i suoi discepoli non capivano?

Oppure non riuscivano a fornirgli una risposta accettabile?

O, meglio ancora, Gesù non voleva essere frainteso sul cosa significasse “vedere”?

Mi stimola pensare che sia questa terza ipotesi quella da sostenere.

I discepoli di tutti i tempi infatti, tra i quali ci siamo anche noi, corrono il rischio di pensare che vedere sia la cosa più ovvia del mondo.

Un gesto istintivo, meccanico e abituale al quale non facciamo più nemmeno caso.

E in questa scontata prassi si perdono di vista molte cose.

“Vedere” nella Bibbia ha invece il significato di comprendere, conoscere e quindi fare esperienza di qualcosa o di qualcuno.

Si vede con la mente prima di vedere con gli occhi.

L’esatto contrario di ciò che facciamo normalmente in natura.

Noi abbiamo sempre bisogno di vedere per credere.

Ma è più importante credere per vedere.

Se credessimo davvero vedremmo cose che normalmente ci sfuggono e faremmo esperienze che solo con gli occhi ci rimangono totalmente negate.

La Scrittura inizia con Dio che “vide che era cosa buona” il mondo da Lui creato.

E finisce con il veggente dell’Apocalisse che “vide cieli nuovi e terra nuova”.

Vedere è quindi un atto spirituale, un gesto evangelico che attraversa come un filo rosso tutta la Bibbia.

Stando così le cose per iniziare a vedere bisogna che ci sia una mente aperta, disposta al cambiamento, capace di nutrirsi di pensieri buoni.

Più cureremo il nostro cuore e la nostra mente più cose vedremo.

Questo è il motivo che ci ha portato a pubblicare anche quest’anno lo speciale de La Via.

L’augurio è quello di vivere ciò che accadde ai re Magi: essi “videro il bambino e sua madre” al termine del loro viaggio, che fu un viaggio interiore.

Fecero quindi esperienza di Lui.

Che sia concesso anche a noi!

 

                                                                       Don Umberto