Cambiamento
Spetta alle generazioni cristiane, anche alla nostra, rendere visibili i segni che Gesù stesso ha posto come inizio di un mondo rinnovato.
È la grave responsabilità che poggia sulle spalle di ogni discepolo.
Potremo dire anche noi a chi ci interroga: «Andate e riferite ciò che udite e vedete»?
Ebbene i segni di questo avvento ci sono anche oggi.
C’è chi ha iniziato ad annunciare il Vangelo ai poveri; c’è chi compie i miracoli della carità, della giustizia, della misericordia di Dio; c’è chi, dimenticando se stesso, si è posto al servizio dei più deboli e dei più poveri; ci sono ciechi che vedono amici affettuosi accanto a loro; ci sono coloro che sanno consolare chi è nel pianto e sanno essere teneri e premurosi con chi è malato e abbandonato.
Beato chi accoglie questi segni e si lascia toccare il cuore. Gesù è venuto e ci insegna a camminare con lui, a lavorare con lui, a voler bene con lui, a commuoversi con lui su quelle folle stanche e sfinite che incontrava lungo il cammino.
Egli ci insegna a non disperare nell’ attesa e a non chiudere il nostro cuore nell’ angusto orizzonte di oggi, nell’orgoglio o nella rassegnazione.
«Vieni, Signore Gesù!», era la preghiera antica dei cristiani.
E anche la nostra preghiera che ci libera dal fascino triste del deserto di questo mondo.
Mons. Vincenzo Paglia
Omelia di don Umberto
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