La Via 25 aprile

CHI CONDUCE LA LA TUA VITA? 

(Lc 24,35-48).

Chi conduce la tua vita, amico lettore?

Non credere alla favola dell’autonomia e dell’indipendenza: siamo impregnati di pregiudizi, distratti dalle attese di chi ci sta intorno, sedotti dal modello di vita che ci raggiunge attraverso i media. Sono molti i pastori della nostra vita: il temperamento, l’educazione, ciò che gli altri si aspettano da noi, i modelli sociali.

È normale, inevitabile che sia così: rendersene conto è il primo passo per scegliere e cambiare.

Per scegliere quale pastore ci convenga seguire.

Gesù è caustico e ci offre un criterio di giudizio: gli altri pastori ci guidano per un loro tornaconto, sono mercenari. Lui, invece, offre la sua vita per amore delle sue pecore.

Il sospetto è più che legittimo: chi mi chiede di adeguarmi agli standard della contemporaneità spesso mi vende le soluzioni, chi si aspetta da me delle cose lo fa più per sé che per me.

Gesù no, il suo interesse è il mio bene, il suo unico desiderio è che io possa pascolare in prati erbosi e dissetarmi a sorgenti d’acqua.

Egli è morto per indicarmi la strada, ha donato la sua vita per la mia.

Gesù dice di essere l’unico pastore che mi ama, che mi conosce e mi valorizza.

Gli altri padroni sono mercenari, mi amano per avere un tornaconto.

Vero, molto vero: al mio datore di lavoro sto simpatico se produco, a volte anche i miei amici e i miei parenti mi amano a patto di comportarmi secondo ciò che essi si aspettano.

Dio ci ama gratis, quando lo capiremo?

Non ci ama perché siamo buoni ma, amandoci, ci rende buoni.

Il suo amore senza condizioni è vero e serio: Gesù sceglie di donare la sua vita, non vi è costretto, lo desidera e lo fa, perché davvero mi ama…

Anche noi, a sua immagine, siamo chiamati ad amare, a dire ai fratelli che non credono qual è il vero volto di Dio, ad allontanare i mercenari che ci considerano validi solo se produciamo o consumiamo.

Vivere da pecore (non da pecoroni!) significa prendere sul serio le parole di Gesù, riferirsi a Lui nelle scelte quotidiane, amare e amarci come Lui ci ha chiesto, insomma vivere da risorti, da salvati.

Don Paolo Curtaz

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