La Via

La Via 11 ottobre

 

 QUESTIONE DI STILE   (Mt 22,1-14).

 Sono cresciuto in mezzo agli abiti che mia mamma cuciva e confezionava per le sue clienti.

Quando dovevano provarli, mi chiedeva giustamente di andare nell’altra stanza.

Poi però mi chiamava per dire la mia, benché fossi soltanto un bambino: “come sta la signora Rossi con questo vestito?”.

Non è che avessi molte alternative nella risposta!

Se anche avessi detto che secondo me non era proprio un figurino magari avrei compromesso il suo lavoro.

Però tutto questo mi ha messo dentro il tarlo di guardare agli abiti che indosso e a quelli che vedo intorno a me.

Mi muovo, come tanti, sul crinale tra la necessaria cura di sè e la vanità.

Un crinale sul quale è molto facile scivolare.

Per fortuna, con il tempo, il Signore fa maturare una certa libertà interiore mista ad un disinteresse per come gli altri ci vedono.

Credo che questa maturazione sia favorita anche da una visione spirituale della vita per la quale l’abito che dobbiamo curare è quello interno.

Anche per la vita dello Spirito infatti è questione di stile.

La parabola sentita nel Vangelo di oggi parla di abito nuziale e va proprio in questa direzione: indica un atteggiamento del cuore necessario per custodire il nostro rapporto con Dio.

La mancanza di abito nuziale si riferisce al rischio che i cristiani accolgano l’invito del Vangelo senza slancio e senza continua conversione.

Mi viene da pensare che la sala del banchetto sia la nostra Messa.

Capita di venirci senza gratitudine, senza gioia e stupore, ma con gesto soltanto esteriore, addirittura pensando in tal modo di fare un piacere a Dio.

Ci sono quelli che fanno così; anzi tutti corriamo il rischio di fare così.

Lo riconosciamo con dispiacere, con spavento quasi.

E chiediamo a Dio di riaccendere il nostro amore spento.

Don Umberto