La Via 7 giugno
Corpus Domini | TOCCARE IL SUO CORPO (Gv 6,51-58).
Tante volte nel Vangelo si racconta di una folla che si stringe attorno a Gesù per poterlo toccare.
Volevano toccare il suo corpo per essere guariti: era una folla di poveri, deboli e malati.
Forse in quella folla c’erano anche gli sfiduciati, i feriti nel cuore, i delusi dalla vita.
Il corpo di Gesù così desiderato mi fa pensare all’ Eucarestia, al suo corpo sacramentale che oggi festeggiamo.
Per cogliere l’identità tra il corpo fisico del Signore e il suo corpo sacramentale occorre una visione di fede, occorrono significati e parole che normalmente non abbiamo.
Tanto più oggi in un mondo saturo di tecnologia e di visioni razionali e scientifiche della vita.
Per questo abbiamo ascoltato una pagina evangelica tratta dal discorso sul pane di vita che Gesù fece a Cafarnao, allorché lo scontro tra lui e i Giudei divenne totale, prega per la loro incapacità a comprendere il suo ragionamento.
Per non vivere lo stesso dissidio occorre chiedere in dono questa luce che ci faccia vedere e sentire la presenza reale del Signore.
Così, e solo così, percepiremo che altrettanto reali sono i frutti di questa presenza eucaristica.
L’ Eucarestia infatti è un farmaco.
Essa non è il premio dei buoni.
Non è un oggetto sacro e intoccabile da parte di coloro che si sentono peccatori ma è il dono della vita stessa di Gesù a noi, è il dono del suo corpo a coloro che, poveri, malati e forse feriti, cercano da Lui un balsamo per la propria esistenza.
Se a questo contatto non si è sottratto Gesù nella sua vita, abbiamo il diritto di sottrarlo noi?
Oggi che la nostra comunità festeggia gli anniversari di matrimonio preghiamo perché il dono eucaristico sia fonte di quell’amore che conduce al dono di sé e alla ricerca del bene dell’altro.
Don Umberto