La Via 24 maggio
Pentecoste. UNA LEGGE DIVERSA (Gv 20,19-23).
Il dono dello Spirito Santo avviene cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Che significato ha questo numero?
Il riferimento utile a comprenderlo è il dono della legge dato a Mosè sul monte Sinai, dono che avveniva appunto cinquanta giorni dopo il passaggio del Mar Rosso.
Per quel popolo la legge era un dono e non un peso; era un riferimento sicuro, era l’indicazione della rotta da seguire per resistere a tutte le difficoltà e le tentazioni nascoste del deserto.
La tentazione di scoraggiarsi e di perdere la fede; la tentazione di mormorare contro Mosè e contro gli altri; la tentazione di adorare un idolo d’oro e le sue illusioni.
Proprio a rimedio di questa situazione e dell’amarezza che essa generava Dio aveva dato la legge al popolo.
Nel deserto fu facile osservarle, ma una volta giunti nella terra promessa la legge fu vista come una gabbia, una costrizione e una chiusura.
Essa distingueva Israele da tutti gli altri popoli generando una separazione, una rigida divisione tra puri e impuri, tra santi e peccatori.
Anche i discepoli il giorno di Pentecoste erano in un luogo chiuso, separati dal resto del mondo per paura, bloccati e divisi da chi stava fuori.
È il dono dello Spirito Santo a superare questa separazione.
Lo Spirito Santo è come una nuova legge; non solo nuova, anche diversa.
Una legge di riconciliazione e perdono, una legge che spinge ad uscire, a mescolarsi con gli altri, quasi a contaminarsi.
Il cristiano non è un separato, non vive convinto di dover dividere il mondo in buoni e cattivi.
Persino a rischio di imparità lo Spirito Santo infonde nei cuori quel desiderio di essere casa accogliente per ogni figlio di Adamo, santo o peccatore che sia.
Don Umberto