La Via

La Via 8 marzo

3a domenica di Quaresima.|

DIO E’ SPIRITO
(Gv 4,5-42)

Non ci stancherebbe mai di leggerlo e di ascoltarlo questo brano della Samaritana.
È così ricco, così emotivamente carico di significati che ogni volta svela un nuovo volto di sé.
Ha il pregio di racchiudere insieme tre livelli di comprensione: un livello personale, un livello sociale e un livello teologico.
Il livello personale riguarda le vicende di questa donna di Samaria e la sua sete di amore.
Al pozzo, luogo di incontri amorosi, Gesù usa nei suoi confronti un approccio diverso, tutto improntato di giustizia più ancora che di misericordia.
So, scrivendo queste cose, di distanziarmi da tutta la tradizione cristiana: S. Agostino, ad esempio, commentava che a quel pozzo si sedettero la miseria (la donna) e la misericordia (Cristo).
Io penso però che il gesto di Gesù sia stato un gesto di giustizia.
Non avere forse quella donna il diritto di trovare un amore vero?
Non aveva il diritto di uscire di casa senza sentirsi giudicata da tutti?
Non aveva il diritto alla sua libertà?
Certamente sì.
Ed è per questo che penso alla giustizia: perché essa è un altissimo gesto d’amore.
Leggere questo brano proprio oggi (8 marzo) non mi pare coincidenza da poco.
Il livello sociale del brano è facilmente comprensibile: la donna è una Samaritana, appartenente a un popolo considerato lontano, impuro e inaccettabile.
Gesù rompe la barriera sociale e religiosa offrendo la salvezza.
Mi interessa di più il livello teologico.
L’affermazione di Gesù è perentoria: “Dio è spirito”.
Il Signore pronuncia queste parole mentre sta discutendo su quale sia il luogo in cui adorare Dio.
Nessun luogo può racchiudere Dio, quindi nessuna forma storica e nessuna rappresentazione umana.
Dio non prova i sentimenti come li prova un essere umano; non è richiudibile in una nostra immaginazione e neppure in una struttura perché lo Spirito non lo puoi ingabbiare.
Nessuna forma storica che si è costruita nei secoli lo può contenere; è più grande di ogni determinata religione istituzionale che pensa di avere il monopolio e l’esclusiva.
Il nostro desiderio di sentirlo vicino e quindi di renderlo tangibile è comprensibile.
Ma proviamo a vigilare che non diventi una castrazione di quel primordiale vento di libertà che è lo Spirito.

                        Don Umberto