La Via 25 gennaio
RETI (Mt 4,12-23).
Gesù, passando lungo il mare della nostra vita ci libera dalle reti, da quello che ci intrappola, da quello che non ci permette più di dare un senso a quello che facciamo.
Da soli non saremmo capaci di liberarci dalle reti, da soli, proprio come fanno i discepoli, possiamo piuttosto provare a riparare le reti, a mettere rattoppi.
Ma solo il passaggio di Dio nella nostra vita riesce a liberarci dalle situazioni nelle quali siamo rimasti intrappolati.
La rete talvolta smette di essere legame e diventa trappola: lo riconosci dall’ansia, dai movimenti convulsi e goffi con i quali cerchi di liberarti.
Ecco, occorre fermarsi e lasciare che il Signore passi lungo il mare della nostra vita.
Proprio perché c’è una liberazione da realizzare nella concretezza faticosa della nostra vita, Gesù passa nella nostra ordinarietà, viene a visitarci mentre siamo al lavoro, mentre vediamo il frutto o il fallimento della nostra giornata.
Gesù passa, chiama, mentre i discepoli gettano le reti, probabilmente sul far della sera, e chiama ancora mentre i discepoli riparano le reti, probabilmente al mattino, all’alba, di ritorno dalla pesca.
Dalla sera al mattino, Gesù è rimasto lì, sul mare di Galilea, per tutta la notte.
Nella notte dell’uomo, nei suoi momenti più bui e pericolosi, Gesù ha continuato a essere vicino e a chiamare, ha continuato a strappare l’uomo dalle sue reti, quelle reti che il buio rendeva più pericolose e avvolgenti.
Non solo la notte, ma anche i margini, la periferia.
Gesù chiama nella notte non in un luogo qualunque, ma in Galilea, al di là del Giordano.
Là dove l’uomo vive lontano dal sacro, dalla legge, dall’ortodossia, là dove più facilmente l’uomo si perde, si confonde.
La notte diventa molto più pericolosa se ti hanno messo ai margini o se ti sei messo ai margini.
Ma non importa, è proprio in quelle situazioni che Dio fa sentire la sua voce.
Gesù ci libera dalle nostre reti, nelle nostre notti, con un gesto molto semplice: ci chiama.
Sentirsi chiamare vuol dire sentirsi riconosciuti.
Molte volte basterebbe solo quello: mentre mi dibatto in questa oscurità, la cosa più bella sarebbe sentirmi chiamato per nome.
Gaetano Piccolo