La Via 18 gennaio
CONOSCERE DAVVERO (Gv 1,29-34)
Festa di S. Agnese
Il Battista vedendo Gesù dice “Io non lo conoscevo”.
È una affermazione che appare davvero poco realistica, dal momento che erano parenti e coetanei (avevano solo sei mesi di differenza).
In realtà Giovanni non conosceva il “vero” volto di Gesù.
Anche se lo aveva visto nei so tratti fisici e ne conosceva la bontà.
Giovanni aveva ancora bisogno di una conoscenza più profonda, di un incontro spirituale più intimo, per comprendere il mistero stesso di Gesù.
Capita anche a noi, a volte, di accorgerci di non conoscere veramente una persona anche se la frequentiamo da tanto.
E può capitare anche nei confronti di Gesù.
Forse siamo in molti a presumere di conoscere già il Signore e di sapere quanto basta del Vangelo per cui ci sentiamo dispensati da una conoscenza più profonda.
Ma se riflettiamo anche solo un po’ ci rendiamo conto di essere ancora all’inizio, alle prime armi della pratica del Vangelo.
Se Giovanni il Battista, pur così grande nello Spirito, afferma “Io non lo conoscevo”, quanto più dobbiamo dirlo noi?
Forse dovremmo metterci alla sua scuola per evitare di rimanere ad una conoscenza superficiale.
Il Vangelo andrebbe sempre ascoltato con il cuore, perché il cuore è l’organo della vera conoscenza.
Così vedremo Gesù per ciò che egli è: colui che prende su di sé la nostra fatica, la nostra angoscia, la nostra croce, i nostri dubbi, le nostre incertezze, i nostri peccati.
A questo Signore noi vorremo dire: “Sì sono pronto a seguirti”.
Avverrà così in quel piccolo angolo di Palestina.
Tra passioni forti, ricerca e scontri c’è l’inizio di un lungo cammino.
In quest’uomo che ha di fronte, Giovanni contempla colui che salverà tanti, che prenderà sulle sue spalle il peccato del mondo, che cancellerà i legami violenti che rendono amara la vita degli uomini ancora oggi.
Don Umberto