Luca

pdf50LECTIO DIVINA DI LC 5, 17-26
Questo brano, che inizia con «uno di quei giorni» e finisce con «oggi», ci presenta in altro modo l’esperienza di riconciliazione porta-ta da Gesù in uno dei suoi giorni, che la comunità cristiana rivive oggi nella remissione dei peccati, glorificando Dio.
L’uomo, avviluppato, imprigionato e immobilizzato dai suoi mali, fal-limenti e sensi di colpa, è finalmente liberato. Qui Gesù dichiara il perché del miracolo e di ogni sua azione in nostro favore: ci vuol far sapere che in lui è presente sulla terra il potere stesso di Dio, l’unico potere del Dio di misericordia: perdonare l’uomo e rifarlo nuovo. Per-donare è miracolo più grande che far risuscitare: il risuscitato muore ancora; il perdonato ha sperimentato un amore più grande di ogni male e della stessa morte.
Oggi, invece del perdono del male c’è la sua giustificazione, il far finta che non ci sia. Questo è il male peggiore, che chiude definitivamente nei sensi di colpa senza via d’uscita. Con buona pace della psicologia, non c’è alternativa, per chi avverte il male che c’è, tra perdono o senso di colpa.
Il brano termina con la meraviglia, anzi l’ «estasi» dell’uomo nuovo, che di continuo vive e prende coscienza del grande dono ricevuto nel battesimo: il dono, che vince la paralisi del peccato
Tutto il brano si svolge all’interno della «casa», dove Gesù sta, inse-gna e guarisce: è figura della chiesa, al cui centro c’è il Signore. Que-sta casa è quella che ha «come pietra angolare lo stesso Cristo Ge-sù» (Ef 2,20). In lui anche noi, insieme con gli altri, mediante il batte-simo, veniamo «edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito» (Ef 2,22; cf. 1Pt 2,4). La fede ci introduce in questa casa di perdono, di guarigione, di cammino e di lode (cf. 24,47ss). Alla sina-goga, luogo della legge, è subentrata questa casa, che fa camminare ogni uomo verso la «sua» casa – dove sta di casa – dalla quale da sem-pre è fuggitivo ed esule (cf. 15,13.28; Gn 3,8ss.).

PREGHIERA DEL TESTO
a. Entro in preghiera come al solito.
b. Mi raccolgo immaginando la casa di Cafarnao dove Gesù insegna e tutti accorrono
c. Chiedo ciò che voglio: accogliere ora il perdono di Gesù e guarire dalle mie paralisi.
d. Punti su cui riflettere:
 aiutare gli altri è farli incontrare con Gesù e il suo perdono
 nel mio rapporto con Cristo c’è più slancio generoso o calcolo mi-nuzioso?
 il peccato è la paralisi del cuore
PREGHIERA CANTATA
Vogliamo salutare il dì che muore
per chiedere perdono al Creatore.
E pace e pace e pace a voi lasciamo,
salute e pace a voi che tanto amiamo.
E pace e pace e pace a chi è tornato,
al povero, al viandante, all’ammalato.
E pace a madre terra e pace al mare,
e pace a chi lontano ha da viaggiare.
E pace e pace e pace ai nostri morti,
salvezza e luce a te sincero porti.
E noi restiamo ora col pensiero
a Dio che ci fa suoi nel suo mistero
(dalla liturgia di Bose)
Roveleto 5 marzo 2010
LECTIO DIVINA DI LC 5, 17-26
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