Omelia 10 novembre

Gesù lascia intendere nel Vangelo di oggi che morire è un destino ineluttabile, ma non lo è finire, prosegue una nostra identità, ma diversa.
La carne risorge nel senso che viene riscattata dalla sua fragilità: i nostri rapporti quindi verranno liberati da ciò che li ha appesantiti, magari logorati o incattiviti.
Indubbiamente questo è un dato di fede.
Occorre dare credito alla parola di Gesù per sperimentarne la forza.
I sadducei che lo interrogavano non avevano questo atteggiamento. Non vi erano dubbi in loro ma solo certezze: la resurrezione non esiste.
Chissà se qualcuno avrà mai avuto l’umiltà di cambiare idea.
Don Umberto

Omelia di don Umberto