La Via 4 novembre

LA  DOMANDA                              (Mc 12,28-34).

 

C’era bisogno di una bussola, di un criterio interpretativo, di un punto prospettico da cui guardare tutti i precetti che la legge di Israele imponeva.

Seicentotredici regole che disciplinavano ogni campo dell’agire.

Ma qual’ era la loro anima? Quale il motivo che aveva portato a formularle?

Certo lo scriba porge la domanda sul più grande dei comandamenti per una questione teologica, quasi dottrinale: tutti i rabbini del tempo avevano la loro risposta.

Anche Gesù doveva dare la sua.

Ma a pensarci bene, dietro a questa domanda se ne nasconde un’altra, più profonda e più vera.

“Qual’ è il primo di tutti i comandamenti?” equivale a chiedere “per che cosa vale la pena vivere?”

E questa domanda ce la portiamo nel cuore tutti.

Essa necessita di una risposta prima o poi.

Se la sono posta certamente i Santi che abbiamo festeggiato questa settimana.

Se la sarà sicuramente posta S. Carlo Borromeo.

E una volta trovata la risposta non ha tentennato.

Forse la differenza tra noi e loro è che essi non si sono guardati indietro, non hanno ascoltato altre sirene ma solo la voce del Signore.

Non hanno praticato il dubbio sistematico di chi continuamente rimette in gioco le proprie certezze.

Quel che oggi Gesù ci regala è che una vita che ha senso è una vita d’amore.

Amore per Dio e amore per il prossimo.

La solita solfa ci viene da pensare. Una risposta scontata.

Forse lo scriba si aspettava di più; forse anche noi vorremmo una risposta più entusiasmante.

Ma poi, a pensarci bene, lo sappiamo che perché la vita sia degna di essere vissuta non bastano ricchezza e successo.

Ci vuole che il cuore sia riempito da una forza, da una convinzione che guida le azioni e che, facendoci stare bene, fa star bene gli altri.

Donare sé stessi non fa parte della logica del mondo certo.

Si avrà l’impressione di nuotare contro corrente.

Ma nel fiume solo i pesci morti seguono la corrente.

 

Don Umberto

 

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