GESU’ E L’OTTAVA PAROLA

Non li chiamiamo dieci comandamenti ma dieci parole.
Sono al futuro 8/10.
Furono donate nel deserto: per essere liberi (cfr Es 19,2), per esser popolo, per entrare nella terra promessa.
A cosa corrisponde questa terra promessa, cosa è per noi?
È la persona di Gesù, che inizia il suo ministero varcando il Giordano nel Battesimo.
Quindi le dieci Parole sono la “radiografia di Gesù” (definizione di Papa Francesco).
Svilupperemo quindi tre temi a partire da tre domande:

1. Come Gesù ha incarnato l’ottava parola

2. Perché questa ottava parola è fondamento del vivere civile

3. Da quale schiavitù ci libera.
1 – GESU’ E L’OTTAVA PAROLA

Questa parola si riferisce esplicitamente all’ambiente forense.
Ogni piccolo villaggio aveva il suo Tribunale e le false accuse potevano rovinare una persona. È il caso di Nabot narrato in 1 RE 21.
Per questo la legge di Mosè vuole difendere la dignità e il diritto di ogni individuo.
Anche Gesù fu portato davanti ad un tribunale e si cercarono falsi testimoni contro di lui. Se avesse parlato difendendosi i suoi accusatori (simbolo dell’umanità) sarebbero stati incolpati.
Ma lui tace. E così testimonia la VERITÀ: cioè l’amore misericordioso di Dio per gli uomini che giunge fino alla croce.
Lui vive il “comandamento” con tutto se stesso.
Non basta quindi non dire bugie, ma occorre vivere da figli di Dio lasciando emergere in ogni atto la grande verità, che Dio è Padre e ci si può fidare di lui.
La comunicazione verbale, cui l’ottava parola si riferisce è manifestazione concreta di questo stile.

2 – UNA PAROLA CHE FONDA LA SOCIETA’

La nostra comunicazione verbale è fondamentale nel vivere civile.
E lo è quanto più custodisce e testimonia la verità.
Deviare da questa linea comporta danneggiare le relazioni e quindi la società stessa.
Come?
a) Spargendo deliberatamente menzogna per danneggiare gli altri.
b) Manipolando la verità per i propri interessi.
c) Assecondando dicerie senza sapere con certezza le cose.
d) Adulando falsamente le persone.

Tutte queste azioni, questo modo di parlare lontano dalla verità, mina alla radice la FIDUCIA che è fondamento dei legami umani.
Senza fiducia si vive di dubbio che pian piano diventa sospetto sistematico sulle persone.
Credo che come cristiani dobbiamo recuperare e diffondere un clima di fiducia.

3 – UNA PAROLA CHE LIBERA

Ci resta da chiederci, essendo la legge una legge di libertà, da quale schiavitù ci libera l’ottava parola.
a) Dalla schiavitù di una visione della vita di chi vede ovunque un nemico e sospetta di lui. (cfr. punto 2)

b) Dalla schiavitù della competizione. Spesso la menzogna che danneggia il prossimo è pronunciata per denigrarlo, abbassarlo e quindi innalzare noi stessi. Come se fossimo sempre in gara.

c) Dalla schiavitù delle bugie innocue.
Esistono infatti “bugie bianche” o cosiddette “bugie di necessità”.
Esse non costituiscono peccato grave ma se diventano un’abitudine, una schiavitù, stendono come una patina sull’animo.
Sottraggono autostima alla persona e la riempiono di malcontento.
È la verità che rende liberi. (Gv 8,3)

Lectio di don Umberto

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