{"id":7580,"date":"2015-01-31T16:59:06","date_gmt":"2015-01-31T15:59:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.upcadeo.it\/?p=7580"},"modified":"2015-02-08T09:30:02","modified_gmt":"2015-02-08T08:30:02","slug":"la-via-1-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/?p=7580","title":{"rendered":"La Via 1 febbraio"},"content":{"rendered":"<p>PAROLE CHE SALVANO<a title=\"scarica la Via\" href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/0B0tlpa0cCMdUNGw3bERXcnNvTVk\/view?usp=sharing\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-7542 alignright\" src=\"http:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/download50.jpg\" alt=\"download50\" width=\"37\" height=\"37\" \/><\/a><\/p>\n<p>PAROLE DA CUI SALVARSI?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Mc 1, 21-28)<br \/>\n\u00c8 il primo miracolo di Ges\u00f9.<br \/>\nMeglio, il primo segno.<br \/>\nEd \u00e8 accompagnato da una parola perentoria: \u201cTaci!\u201d<br \/>\nMi colpisce questo confronto fra la forza della parola del Signore e la necessit\u00e0 assoluta del tacere e del silenzio.<br \/>\nL\u2019imperativo di Ges\u00f9 \u00e8 rivolto allo spirito impuro ma riguarda in realt\u00e0 tutte quelle voci negative che ci disturbano, ci avviliscono e ci allontanano da Dio.<br \/>\nSono le stesse voci che interferiscono con un ascolto vero dell\u2019unica Parola che \u00e8 in grado di salvarci.<br \/>\nIl nostro mondo si segnala per un eccesso di parole. Parole ovunque e con ogni mezzo: parole vuote, retoriche, stanche. Oppure parole aggressive, dure, taglienti e polemiche.<br \/>\nPare di essere di fronte ad un diluvio di parole da cui salvarsi.<br \/>\nE invece la parola di Ges\u00f9 era detta con autorit\u00e0: non \u201cda una autorit\u00e0\u201d, ma aveva dentro una autorit\u00e0.<br \/>\nSignifica che faceva sussultare, faceva pensare, faceva crescere.<br \/>\nNoi abbiamo ridotto la parola \u201cautorit\u00e0\u201d ad una idea di qualcosa che limita, che chiude, che vincola.<\/p>\n<p>Tutto il contrario dell\u2019autorit\u00e0 di Ges\u00f9: nella sua parola c\u2019\u00e8 la forza di generare, di fermentare, di lievitare.<br \/>\nCredo che non ci si interroghi mai abbastanza sulla qualit\u00e0 delle nostre parole e del nostro ascolto.<br \/>\nAd un personale esame di coscienza mi scopro essere un uomo che abusa delle parole, che ne fa uso fin troppo spesso e in modo ripetitivo, a volte retorico.<br \/>\nScopro che anche tante parole ascoltate non mi fanno per niente sussultare.<br \/>\nMi chiedo se la preziosit\u00e0 di una parola non dipenda anche dall\u2019intensit\u00e0 di chi la ascolta, dal desiderio reale di gustare qualcosa che possa portare salvezza.<br \/>\nE ritorno con l\u2019immaginazione a quel remoto sabato in cui Ges\u00f9 entr\u00f2 nella sinagoga .<br \/>\nLa gente si stup\u00ec del suo insegnamento e delle sue parole perch\u00e9 le desiderava.<br \/>\nDa troppo tempo risuonava il parlare degli scribi; un parlare vuoto, un elenco di cose da fare, un suono senza brividi.<br \/>\nAd alcuni, parole cos\u00ec vanno bene: a quelli che non vogliono fastidi, a quelli che amano il quieto vivere, a quelli che vogliono solo essere confermati in ci\u00f2 che gi\u00e0 pensano.<br \/>\nMa ad altri no.<br \/>\nAltri capiscono che il gusto della vita dipende da quanto ti lasci scuotere e da quanto ti rimetti in gioco.<br \/>\nSpero che possiamo ritrovarci in questa seconda categoria di persone.<br \/>\nDon Umberto e Don Stefano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAROLE CHE SALVANO PAROLE DA CUI SALVARSI?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Mc 1, 21-28) \u00c8 il primo miracolo di Ges\u00f9. Meglio, il primo segno. Ed \u00e8 accompagnato da una parola perentoria: \u201cTaci!\u201d Mi colpisce questo confronto fra la forza della parola del Signore e la necessit\u00e0 assoluta del tacere e del silenzio. L\u2019imperativo di Ges\u00f9 \u00e8 rivolto allo spirito impuro ma riguarda in realt\u00e0 tutte quelle voci negative che ci disturbano, ci avviliscono e ci allontanano da Dio. Sono le stesse voci che interferiscono con un ascolto vero dell\u2019unica Parola che \u00e8 in grado di salvarci. Il nostro mondo si segnala per un eccesso di parole. Parole ovunque e con ogni mezzo: parole vuote, retoriche, stanche. Oppure parole aggressive, dure, taglienti e polemiche. Pare di essere di fronte ad un diluvio di parole da cui salvarsi. E invece la parola di Ges\u00f9 era detta con autorit\u00e0: non \u201cda una autorit\u00e0\u201d, ma aveva dentro una autorit\u00e0. Significa che faceva sussultare, faceva pensare, faceva crescere. Noi abbiamo ridotto la parola \u201cautorit\u00e0\u201d ad una idea di qualcosa che limita, che chiude, che vincola. Tutto il contrario dell\u2019autorit\u00e0 di Ges\u00f9: nella sua parola c\u2019\u00e8 la forza di generare, di fermentare, di lievitare. Credo che non ci si interroghi mai abbastanza sulla qualit\u00e0 delle nostre parole e del nostro ascolto. Ad un personale esame di coscienza mi scopro essere un uomo che abusa delle parole, che ne fa uso fin troppo spesso e in modo ripetitivo, a volte retorico. Scopro che anche tante parole ascoltate non mi fanno per niente sussultare. Mi chiedo se la preziosit\u00e0 di una parola non dipenda anche dall\u2019intensit\u00e0 di chi la ascolta, dal desiderio reale di gustare qualcosa che possa portare salvezza. E ritorno con l\u2019immaginazione a quel remoto sabato in cui Ges\u00f9 entr\u00f2 nella sinagoga . La gente si stup\u00ec del suo insegnamento e delle sue parole perch\u00e9 le desiderava. Da troppo tempo risuonava il parlare degli scribi; un parlare vuoto, un elenco di cose da fare, un suono senza brividi. Ad alcuni, parole cos\u00ec vanno bene: a quelli che non vogliono fastidi, a quelli che amano il quieto vivere, a quelli che vogliono solo essere confermati in ci\u00f2 che gi\u00e0 pensano. Ma ad altri no. Altri capiscono che il gusto della vita dipende da quanto ti lasci scuotere e da quanto ti rimetti in gioco. Spero che possiamo ritrovarci in questa seconda categoria di persone. 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