{"id":21181,"date":"2021-09-26T13:54:12","date_gmt":"2021-09-26T11:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/?p=21181"},"modified":"2021-09-26T13:54:15","modified_gmt":"2021-09-26T11:54:15","slug":"omelia-17-gennaio-don-umberto-3-2-2-2-2-2-3-2-2-2-3-2-2-3-3-2-2-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/?p=21181","title":{"rendered":"Omelia domenica 26 settembre"},"content":{"rendered":"<p>La preghiera vera di intercessione.<\/p>\n<p>Ora desidero chiedere al Signore di farci fare un altro passo avanti. Di farci intendere qual \u00e8 il senso<br \/>\nprofondo di una vera preghiera per la pace, che sia una preghiera di intercessione nel senso biblico, simile<br \/>\nalla preghiera di Abramo, alla preghiera di Ges\u00f9 su Gerusalemme.<br \/>\nChe cosa significa, Signore, fare davvero una preghiera di intercessione? Donaci, o Spirito santo di Dio, uno<br \/>\nspirito autentico di intercessione in questo momento.<br \/>\n1. Intercedere non vuol dire semplicemente \u201cpregare per qualcuno\u201d, come spesso pensiamo.<br \/>\nEtimologicamente significa \u201cfare un passo in mezzo\u201d, fare un passo in modo da mettersi nel mezzo di una<br \/>\nsituazione.<br \/>\nIntercessione vuol dire allora mettersi l\u00e0 dove il conflitto ha luogo, mettersi tra le due parti in conflitto.<br \/>\nNon si tratta quindi solo di articolare un bisogno davanti a Dio (Signore, dacci la pace!), stando al riparo.<br \/>\nSi tratta di mettersi in mezzo. Non \u00e8 neppure semplicemente assumere la funzione di arbitro o di mediatore,<br \/>\ncercando di convincere uno dei due che lui ha torto e che deve cedere, oppure invitando tutti e due a farsi<br \/>\nqualche concessione reciproca, a giungere a un compromesso. Cosi facendo, saremmo ancora nel campo<br \/>\ndella politica e delle sue poche risorse. Chi si comporta in questo modo rimane estraneo al conflitto, se ne<br \/>\npu\u00f2 andare in qualunque momento, magari lamentando di non essere stato ascoltato.<br \/>\nIntercedere \u00e8 un atteggiamento molto pi\u00f9 serio, grave e coinvolgente, \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 pericoloso.<br \/>\nIntercedere \u00e8 stare l\u00e0, senza muoversi, senza scampo, cercando di mettere la mano sulla spalla di entrambi<br \/>\ne accettando il rischio di questa posizione.<br \/>\nIn proposito troviamo nella Bibbia una pagina illuminante. Nel momento in cui Giobbe si trova, quasi<br \/>\ndisperato, davanti a Dio che gli appare come un avversario, con cui non riesce a riconciliarsi, grida:<br \/>\n\u201cChi \u00e8 dunque colui che si metter\u00e0 tra il mio giudice e me? chi poser\u00e0 la sua mano sulla sua spalla e sulla<br \/>\nmia?\u201d (cf Gb 9,33-39, vers. spec.).<br \/>\nNon dunque qualcuno da lontano, che esorta alla pace o a pregare genericamente per la pace, bens\u00ec<br \/>\nqualcuno che si metta in mezzo, che entri nel cuore della situazione, che stenda le braccia a destra e a<br \/>\nsinistra per unire e pacificare.<br \/>\n\u00c8 il gesto di Ges\u00f9 Cristo sulla croce, del Crocifisso che contempliamo questa sera al centro della nostra<br \/>\nassemblea. Egli \u00e8 colui che \u00e8 venuto per porsi nel mezzo di una situazione insanabile, di una inimicizia<br \/>\normai giunta a putrefazione, nel mezzo di un conflitto senza soluzione umana. Ges\u00f9 ha potuto mettersi nel<br \/>\nmezzo perch\u00e9 era solidale con le due parti in conflitto, anzi i due elementi in conflitto coincidevano in lui:<br \/>\nl\u2019uomo e Dio.<br \/>\nMa la posizione di Ges\u00f9 \u00e8 quella di chi mette in conto anche la morte per questa duplice solidariet\u00e0; \u00e8 quella<br \/>\ndi chi accetta la tristezza, l\u2019insuccesso, la tortura, il supplizio, l\u2019agonia e l\u2019orrore della solitudine esistenziale<br \/>\nfino a gridare:<br \/>\n\u201cMio Dio, mio Dio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d (Mt 27, 46).<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019intercessione cristiana evangelica. Per essa \u00e8 necessaria una duplice solidariet\u00e0. Tale solidariet\u00e0<br \/>\n\u00e8 un elemento indispensabile dell\u2019atto di intercessione. Devo potere e volere abbracciare con amore e senza<br \/>\nsottintesi tutte le parti in causa. Devo resistere in questa situazione anche se non capito o respinto dall\u2019una o<br \/>\ndall\u2019altra, anche se pago di persona. Devo perseverare pure nella solitudine e nell\u2019abbandono. Devo avere<br \/>\nfiducia soltanto nella potenza di Dio, devo fare onore alla fede in Colui che risuscita i morti.<br \/>\nTale fede \u00e8 difficile, per questo l\u2019intercessione vera \u00e8 difficile. Ma se non vi tendiamo, la nostra preghiera<br \/>\nsar\u00e0 fatta con le labbra, non con la vita.<br \/>\nNaturalmente un simile atteggiamento non calpesta affatto le esigenze della giustizia. Non posso mai<br \/>\nmettere sullo stesso piano assassini e vittime, trasgressori della legge e difensori della stessa. Per\u00f2, quando<br \/>\nguardo le persone, nessuna mi \u00e8 indifferente, per nessuno provo odio o azzardo un giudizio interiore, e<br \/>\nneppure scelgo di stare dalla parte di chi soffre per maledire chi fa soffrire. Ges\u00f9 non maledice chi lo<br \/>\ncrocifigge, ma muore anche per lui dicendo: \u201cPadre, non sanno quello che fanno, perdona loro\u201d (Le 23,34).<br \/>\n2. Se una preghiera non raggiunge questa duplice solidariet\u00e0, se intercede perch\u00e9 il Signore soccorra l\u2019uno<br \/>\ne abbatta l\u2019altro, ignora ancora il bisogno di salvezza di chi \u00e8 eventualmente nel torto, di chi ha scelto contro<br \/>\nDio e contro il fratello, lo abbandona, non gli mette la mano sulla spalla, e la sua non \u00e8 una preghiera di<br \/>\nintercessione.<br \/>\nNella misura dunque in cui facciamo delle scelte esclusive nel nostro cuore, e condanniamo e giudichiamo,<br \/>\nnon siamo pi\u00f9 con Ges\u00f9 Cristo, nella situazione che lui ha scelto, e dobbiamo dubitare della validit\u00e0 e della<br \/>\ngenuinit\u00e0 della nostra preghiera di intercessione.<br \/>\n3. Vorrei far notare che questo mettersi in mezzo non va concepito come un mezzo tattico, tanto per<br \/>\nsuperare un\u2019emergenza. \u00c8 chiamato a diventare un modo di essere di chi vuole operare la pace, del<br \/>\ncristiano che segue Ges\u00f9. Non abbiamo il diritto di restare in una situazione difficile solo fino a quando \u00e8<br \/>\nsopportabile. Occorre volerci restare fino in fondo, a costo di morirci dentro. Solo cos\u00ec siamo seguaci di quel<br \/>\nGes\u00f9 che non si \u00e8 tirato indietro nell\u2019orto degli ulivi.<br \/>\n4. Noi ci accorgiamo che una vera intercessione \u00e8 difficile; pu\u00f2 essere fatta solo nello Spirito Santo e non<br \/>\nsar\u00e0 necessariamente compresa da tutti. Ma se un desiderio essa suscita \u00e8 questo: di essere in questo<br \/>\nmomento nei luoghi del conflitto, nelle strade di Bagdad o di Riad o di Bassora, nelle strade di Tel Aviv, dove<br \/>\ncittadini inermi sono minacciati e uccisi. Stare l\u00e0 in pura passivit\u00e0, senza alcuna azione politica o alcun<br \/>\nclamore, fidando solo nella forza della intercessione. Stare l\u00e0, come Maria ai piedi della croce, senza<br \/>\nmaledire nessuno e senza giudicare nessuno, senza gridare alla ingiustizia o inveire contro qualcuno.<br \/>\nSe la guerra sar\u00e0 abbreviata, e noi lo chiediamo con tutto il cuore, uniti insieme con il Papa, se la forza dei<br \/>\nnegoziati soverchier\u00e0 di nuovo &#8211; lo speriamo presto &#8211; la forza maligna degli strumenti di morte, ci\u00f2 sar\u00e0<br \/>\ncertamente anche perch\u00e9 nei vicoli delle citt\u00e0 dell\u2019Oriente, nei meandri attorno alle moschee o sulla spianata<br \/>\ndel muro occidentale di Gerusalemme ci sono piccoli uomini e piccole donne, di nessuna importanza, che<br \/>\nstanno l\u00e0, cos\u00ec, in preghiera, senza temere altro che il giudizio di Dio; prostrati, come dice Neemia, davanti al<br \/>\nSignore loro Dio, confessando i loro peccati e quelli di tutti i loro amici e nemici, finch\u00e9 non si avveri la<br \/>\nprofezia di Isaia:<br \/>\n\u201cIn quel giorno ci sar\u00e0 una strada dall\u2019Egitto verso l\u2019Assiria; l\u2019Assiro andr\u00e0 in Egitto e l\u2019egiziano in Assiria; gli<br \/>\nEgiziani serviranno il Signore insieme con gli Assiri. In quel giorno Israele sar\u00e0 il terzo con l\u2019Egitto e l\u2019Assiria,<br \/>\nuna benedizione in mezzo alla terra. Li benedir\u00e0 il Signore degli eserciti: \u2018Benedetto sia l\u2019Egiziano, mio<br \/>\npopolo, l\u2019Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredit\u00e0\u2019\u201d (Is 19,21-25).<\/p>\n<p>Carlo Maria card. Martini<\/p>\n<p>Omelia nella veglia per la pace organizzata dai giovani di A.C. |<\/p>\n<p>Milano | Duomo, 29 gennaio 1991<\/p>\n<p>S.Messa comunitaria&nbsp; al centro parrocchiale.<br \/>\nOmelia di don Umberto<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ARodPibmyp0\/edit?feature=oembed&amp;rel=0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\" width=\"584\" height=\"438\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La preghiera vera di intercessione. Ora desidero chiedere al Signore di farci fare un altro passo avanti. Di farci intendere qual \u00e8 il senso profondo di una vera preghiera per la pace, che sia una preghiera di intercessione nel senso biblico, simile alla preghiera di Abramo, alla preghiera di Ges\u00f9 su Gerusalemme. Che cosa significa, Signore, fare davvero una preghiera di intercessione? Donaci, o Spirito santo di Dio, uno spirito autentico di intercessione in questo momento. 1. Intercedere non vuol dire semplicemente \u201cpregare per qualcuno\u201d, come spesso pensiamo. Etimologicamente significa \u201cfare un passo in mezzo\u201d, fare un passo in modo da mettersi nel mezzo di una situazione. Intercessione vuol dire allora mettersi l\u00e0 dove il conflitto ha luogo, mettersi tra le due parti in conflitto. Non si tratta quindi solo di articolare un bisogno davanti a Dio (Signore, dacci la pace!), stando al riparo. Si tratta di mettersi in mezzo. Non \u00e8 neppure semplicemente assumere la funzione di arbitro o di mediatore, cercando di convincere uno dei due che lui ha torto e che deve cedere, oppure invitando tutti e due a farsi qualche concessione reciproca, a giungere a un compromesso. Cosi facendo, saremmo ancora nel campo della politica e delle sue poche risorse. Chi si comporta in questo modo rimane estraneo al conflitto, se ne pu\u00f2 andare in qualunque momento, magari lamentando di non essere stato ascoltato. Intercedere \u00e8 un atteggiamento molto pi\u00f9 serio, grave e coinvolgente, \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 pericoloso. Intercedere \u00e8 stare l\u00e0, senza muoversi, senza scampo, cercando di mettere la mano sulla spalla di entrambi e accettando il rischio di questa posizione. In proposito troviamo nella Bibbia una pagina illuminante. Nel momento in cui Giobbe si trova, quasi disperato, davanti a Dio che gli appare come un avversario, con cui non riesce a riconciliarsi, grida: \u201cChi \u00e8 dunque colui che si metter\u00e0 tra il mio giudice e me? chi poser\u00e0 la sua mano sulla sua spalla e sulla mia?\u201d (cf Gb 9,33-39, vers. spec.). Non dunque qualcuno da lontano, che esorta alla pace o a pregare genericamente per la pace, bens\u00ec qualcuno che si metta in mezzo, che entri nel cuore della situazione, che stenda le braccia a destra e a sinistra per unire e pacificare. \u00c8 il gesto di Ges\u00f9 Cristo sulla croce, del Crocifisso che contempliamo questa sera al centro della nostra assemblea. Egli \u00e8 colui che \u00e8 venuto per porsi nel mezzo di una situazione insanabile, di una inimicizia ormai giunta a putrefazione, nel mezzo di un conflitto senza soluzione umana. Ges\u00f9 ha potuto mettersi nel mezzo perch\u00e9 era solidale con le due parti in conflitto, anzi i due elementi in conflitto coincidevano in lui: l\u2019uomo e Dio. Ma la posizione di Ges\u00f9 \u00e8 quella di chi mette in conto anche la morte per questa duplice solidariet\u00e0; \u00e8 quella di chi accetta la tristezza, l\u2019insuccesso, la tortura, il supplizio, l\u2019agonia e l\u2019orrore della solitudine esistenziale fino a gridare: \u201cMio Dio, mio Dio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d (Mt 27, 46). Questa \u00e8 l\u2019intercessione cristiana evangelica. Per essa \u00e8 necessaria una duplice solidariet\u00e0. Tale solidariet\u00e0 \u00e8 un elemento indispensabile dell\u2019atto di intercessione. Devo potere e volere abbracciare con amore e senza sottintesi tutte le parti in causa. Devo resistere in questa situazione anche se non capito o respinto dall\u2019una o dall\u2019altra, anche se pago di persona. Devo perseverare pure nella solitudine e nell\u2019abbandono. Devo avere fiducia soltanto nella potenza di Dio, devo fare onore alla fede in Colui che risuscita i morti. Tale fede \u00e8 difficile, per questo l\u2019intercessione vera \u00e8 difficile. Ma se non vi tendiamo, la nostra preghiera sar\u00e0 fatta con le labbra, non con la vita. Naturalmente un simile atteggiamento non calpesta affatto le esigenze della giustizia. Non posso mai mettere sullo stesso piano assassini e vittime, trasgressori della legge e difensori della stessa. Per\u00f2, quando guardo le persone, nessuna mi \u00e8 indifferente, per nessuno provo odio o azzardo un giudizio interiore, e neppure scelgo di stare dalla parte di chi soffre per maledire chi fa soffrire. Ges\u00f9 non maledice chi lo crocifigge, ma muore anche per lui dicendo: \u201cPadre, non sanno quello che fanno, perdona loro\u201d (Le 23,34). 2. Se una preghiera non raggiunge questa duplice solidariet\u00e0, se intercede perch\u00e9 il Signore soccorra l\u2019uno e abbatta l\u2019altro, ignora ancora il bisogno di salvezza di chi \u00e8 eventualmente nel torto, di chi ha scelto contro Dio e contro il fratello, lo abbandona, non gli mette la mano sulla spalla, e la sua non \u00e8 una preghiera di intercessione. Nella misura dunque in cui facciamo delle scelte esclusive nel nostro cuore, e condanniamo e giudichiamo, non siamo pi\u00f9 con Ges\u00f9 Cristo, nella situazione che lui ha scelto, e dobbiamo dubitare della validit\u00e0 e della genuinit\u00e0 della nostra preghiera di intercessione. 3. Vorrei far notare che questo mettersi in mezzo non va concepito come un mezzo tattico, tanto per superare un\u2019emergenza. \u00c8 chiamato a diventare un modo di essere di chi vuole operare la pace, del cristiano che segue Ges\u00f9. Non abbiamo il diritto di restare in una situazione difficile solo fino a quando \u00e8 sopportabile. Occorre volerci restare fino in fondo, a costo di morirci dentro. Solo cos\u00ec siamo seguaci di quel Ges\u00f9 che non si \u00e8 tirato indietro nell\u2019orto degli ulivi. 4. Noi ci accorgiamo che una vera intercessione \u00e8 difficile; pu\u00f2 essere fatta solo nello Spirito Santo e non sar\u00e0 necessariamente compresa da tutti. Ma se un desiderio essa suscita \u00e8 questo: di essere in questo momento nei luoghi del conflitto, nelle strade di Bagdad o di Riad o di Bassora, nelle strade di Tel Aviv, dove cittadini inermi sono minacciati e uccisi. Stare l\u00e0 in pura passivit\u00e0, senza alcuna azione politica o alcun clamore, fidando solo nella forza della intercessione. Stare l\u00e0, come Maria ai piedi della croce, senza maledire nessuno e senza giudicare nessuno, senza gridare alla ingiustizia o inveire contro qualcuno. Se la guerra sar\u00e0 abbreviata, e noi lo chiediamo con tutto il cuore, uniti insieme con il Papa, se la forza dei negoziati soverchier\u00e0 di nuovo &#8211; lo speriamo presto &#8211; la forza maligna degli strumenti di morte, ci\u00f2 sar\u00e0 certamente anche perch\u00e9 nei vicoli delle citt\u00e0 dell\u2019Oriente, nei meandri attorno alle moschee o sulla spianata del muro occidentale di Gerusalemme ci sono piccoli uomini e piccole donne, di nessuna importanza, che stanno l\u00e0, cos\u00ec, in preghiera, senza temere altro che il giudizio di Dio; prostrati, come dice Neemia, davanti al Signore loro Dio, confessando i loro peccati e quelli di tutti i loro amici e nemici, finch\u00e9 non si avveri la profezia di Isaia: \u201cIn quel giorno ci sar\u00e0 una strada dall\u2019Egitto verso l\u2019Assiria; l\u2019Assiro andr\u00e0 in Egitto e l\u2019egiziano in Assiria; gli Egiziani serviranno il Signore insieme con gli Assiri. In quel giorno Israele sar\u00e0 il terzo con l\u2019Egitto e l\u2019Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. Li benedir\u00e0 il Signore degli eserciti: \u2018Benedetto sia l\u2019Egiziano, mio popolo, l\u2019Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredit\u00e0\u2019\u201d (Is 19,21-25). Carlo Maria card. Martini Omelia nella veglia per la pace organizzata dai giovani di A.C. | Milano | Duomo, 29 gennaio 1991 S.Messa comunitaria&nbsp; al centro parrocchiale. 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