{"id":13554,"date":"2017-11-05T08:12:12","date_gmt":"2017-11-05T07:12:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/?page_id=13554"},"modified":"2018-01-03T20:18:21","modified_gmt":"2018-01-03T19:18:21","slug":"3-marzo-2010","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/?page_id=13554","title":{"rendered":"3 marzo 2010"},"content":{"rendered":"<p><strong>Centro Parrocchiale Maria Orsola 3 Marzo 2010<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>V<\/strong><strong>E<\/strong><strong>R<\/strong><strong>B<\/strong><strong>A<\/strong><strong>L<\/strong><strong>E DELLA PRIMA ASSEMBLEA COMUNITARIA <\/strong><\/p>\n<p><strong>DESIDERARE UNA CHIESA DESIDERARE LA &#8220;CHIESA&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si partir\u00e0 dall&#8217;incontro tenuto qui a Roveleto da p. Rupnik sabato 13 febbraio. Prima di far vedere il video Don Umberto esordisce dicendo due cose:<\/p>\n<p>che \u00e8 stato mandato dal Vescovo Luciano Monari alla comunit\u00e0 di Roveleto per fare la Nuova Chiesa.<\/p>\n<p>In un colloquio del settembre 2007, dopo avergli presentato brevemente la comunit\u00e0 di Roveleto, il Vescovo Monari lo ha invitato a venire qui, a farsi venire una buona idea per poi riferirla al Vescovo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Don Umberto \u00e8 venuto, ha cercato di guardare la situazione, ha pensato a quale poteva essere la buona idea ed ha chiamato p. Marko, che \u00e8 stato interpellato sulla chiesa alla fine di dicembre del 2007. \u00c8&#8217; stata poi comunicata questa cosa all&#8217;attuale Vescovo e da l\u00ec \u00e8 iniziata una fase interlocutoria.<\/p>\n<p>Don Umberto vive questa cosa come una missione che gli \u00e8 stata data, non l&#8217;ha inventata lui, non \u00e8 un progetto suo, si sente assolutamente libero , ma anche assolutamente responsabile perch\u00e9 gli \u00e8 stata data dalla Chiesa .<\/p>\n<p>Don Umberto quindi non fa passi indietro perch\u00e9 non \u00e8 un progetto suo, ma al contempo non cercher\u00e0 di forzarlo, perch\u00e9 sarebbero i passi passionali di uno che deve assolutamente realizzare un progetto suo. La dimo- strazione di questa cosa \u00e8 che p. Marko \u00e8 stato interpellato la prima volta nel dicembre 2007, ed \u00e8 stato a Roveleto per fare un incontro nel 2010.<\/p>\n<p>Don Umberto ha lasciato andare le cose cos\u00ec come dovevano andare, senza forzarle, vedendo se i tasselli si incastravano l&#8217;uno con l&#8217;altro, quando ha visto che progressivamente si incastravano, con un atteggiamento libero e spirituale, ha dato inizio a questo cammino.<\/p>\n<p>Le cose fino ad ora sono andate in una certa direzione<\/p>\n<p>Perch\u00e9 fino ad ora non sono ancora stati fatti lavori comunitari sul tema della nuova chiesa?<\/p>\n<p>Don Umberto ha fatto questa esperienza: se uno lavora con una comunit\u00e0 per molto tempo, con un gruppo di persone, su un progetto, e questo progetto da parte di chi sta ai vertici non \u00e8 stato n\u00e9 approvato, n\u00e9 conosciuto, n\u00e9 in qualche modo avvallato, il rischio \u00e8 che poi chi sta ai vertici e deve decidere, decidendo in senso contrario tronchi il lavoro fatto da una comunit\u00e0 e generi una sensazione di frustrazione, inutilit\u00e0, senso di non essere ascoltati.<\/p>\n<p>Quindi prima bisogna sbloccare chi sta in alto e poi lavorare con chi sta alla base, perch\u00e9 questo d\u00e0 la garanzia che il lavoro che si fa con la base sia gi\u00e0 incanalato per poter essere ascoltato.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato fatto da Don Umberto in questi anni: ha parlato col Vescovo, ha tenuto sempre i contatti con p. Marko, piano piano \u00e8 stato costruito un lento incontro tra di loro. Infatti si sono incontrati, perch\u00e9 p. Marko \u00e8 arrivato in canonica un&#8217;ora e mezza prima dell&#8217;incontro insieme al Vescovo, si sono parlati, si sono intesi, si sono detti reciprocamente &#8220;ci impegniamo per la chiesa di Roveleto&#8221;, si sono stretti la mano, e detti l&#8217;un l&#8217;altro che questo progetto \u00e8 un progetto sul quale vogliono dire s\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la visione del filmato riguardante l&#8217;incontro con Padre Marko Rupnik, tenutosi il 13 Febbraio 2010 presso il Centro Parrocchiale, e specificamente del momento in cui spiega qual \u00e8 la sua idea di Chiesa, i pre- senti hanno espresso le loro considerazioni, i dubbi e le perplessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>SINTESI DEGLI INTERVENTI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Per quanto riguarda la decorazione, preferirei non fosse particolarmente privilegiato il mosaico, ma una forma pi\u00f9 comprensibile da tutti perch\u00e9, come detto da Padre Marko: &#8220;non bisogna fare un corso per entrare in Chiesa&#8221;.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2.\u00a0 Al di l\u00e0 di come sar\u00e0 la Chiesa, spero che questo percorso ci faccia crescere come comunit\u00e0, ci dia un altro spirito e ci aiuti a conoscerci meglio e a decidere insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3. Sento molti che si domandano quale sia l&#8217;utilit\u00e0 di una nuova Chiesa dato che molto probabilmente, se un giorno dovesse andarsene Don Umberto, la Chiesa torner\u00e0 ad essere vuota. Secondo me siamo molto igno- ranti dal punto di vista liturgico. Dietro le colonne del Santuario non si pu\u00f2 seguire la Messa e ne sono convinta perch\u00e9 ne ho fatta esperienza.<\/p>\n<p>A mio parere, se si fosse pi\u00f9 preparati a livello liturgico si sarebbe pi\u00f9 pronti a capire l&#8217;esigenza di una nuova Chiesa, che permetterebbe di vivere meglio le varie funzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4. Dubbi ci sono, ma penso sia giusto impostare il discorso in questo modo: la Chiesa non pu\u00f2 essere calata dall&#8217;alto, siamo troppo abituati ad assistere e basta. Dobbiamo imparare a metterci in gioco. Non possiamo essere sempre dei semplici spettatori, dobbiamo provare a lasciare un segno, non tanto dal punto di vista artistico, ma di unione comunitaria. Questa \u00e8 la sfida! Ci sono tante risorse che vanno solo messe in moto. A mio parere bisogna provare a fare un discorso su se stessi insieme agli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5)\u00a0 \u00a0Concordo con chi parlava di comunit\u00e0. Fare la Chiesa per quelli che la voglio, ma soprattutto per quelli che non la vogliono, perch\u00e9 forse in questo modo riusciremo a realizzare qualcosa di bello. La liturgia non si improvvisa, sarebbe bello trovare un gruppo liturgico perch\u00e9 \u00e8 accogliente ed \u00e8 pi\u00f9 facile celebrare tutti insieme.<\/p>\n<p>6)\u00a0 \u00a0Io non ho mai sentito pareri negativi, anche perch\u00e9 sinceramente non ne ho parato molto del progetto con altri. Vi porto la mia emozione: quando rientro nella MIA Chiesa, dove ho ricevuto i sacramenti, sento un&#8217;aria diversa. Vengo da un Paese dove la Chiesa \u00e8 stata costruita nel 1200 per\u00f2, quando ci entro, mi sembra di sentire un eco di voci, le voci di quelli che hanno lavorato per costruirla. La Chiesa con la &#8220;C&#8221; maiuscola ti aiuta, ti coinvolge. Il Santuario non ci aiuta. Una vera Chiesa ti aiuta a percepire tutti, nessuno \u00e8 nascosto. Con le premesse che ci sono sar\u00e0 un passo nella storia, un passo diocesano. Quando ho sentito Padre Marko che va a raccogliere le pietre da usare nel suo lavoro, mi \u00e8 venuta voglia di rendermi utile, anche solo andando a cercare un piccolo sasso. Questa mi sembra un&#8217;occasione, un progetto che ci pu\u00f2 coinvolgere per lungo tempo e che pu\u00f2 farci bene.<\/p>\n<p>7)\u00a0\u00a0 Forse per la maggior parte della gente di Roveleto la sua Chiesa \u00e8 il Santuario. Anch&#8217;io ho sentito tanti pareri negativi, ma secondo me \u00e8 l&#8217;occasione giusta. Non vedo la gente entusiasta. Mi chiedo: quanti preti ci saranno tra trent&#8217;anni? E&#8217; il caso di iniziare un altro progetto? La Chiesa probabilmente l&#8217;hanno chiesta i vertici, non la base. Dall&#8217;altra parte questa \u00e8 un&#8217;occasione bellissima, unica, soprattutto per fare comunit\u00e0. Dal nulla si pu\u00f2 partire per costruire sia la chiesa con la &#8220;c&#8221; minuscola che quella con la &#8220;c&#8221; maiuscola. Questa occasione per\u00f2 bisogna affrontarla facendo emergere le nostre perplessit\u00e0, ed \u00e8 importante legare questa\u00a0 costruzione\u00a0 della Chiesa con\u00a0 la\u00a0 Carit\u00e0,\u00a0 vista\u00a0 la\u00a0 crisi \u00a0che\u00a0 oggi \u00a0ci \u00a0colpisce.\u00a0 Pu\u00f2\u00a0 essere\u00a0 anche l&#8217;occasione per dare una nuova importanza alle cose, per dare luce al buio che ci circonda e per ricostruire una comunit\u00e0 con alla base la Carit\u00e0. E&#8217; un&#8217;occasione!Dobbiamo trasmettere questa passione che abbiamo e farla nascere nelle altre persone.<\/p>\n<p>Mi domando anche: i soldi sono importanti? Sono l&#8217;ultima cosa?<\/p>\n<p>8)\u00a0 \u00a0Volevo ricordare che nel Vangelo sta scritto: &#8220;Non di solo pane vivr\u00e0 l&#8217;uomo&#8221;. Guardando in quest&#8217;ottica il problema economico passa in secondo piano.<\/p>\n<p>Sul discorso dello spazio del luogo di culto \u00e8 molto importante portare una ventata nuova. A\u00a0 me comunica molto di pi\u00f9 il mosaico nella sua semplicit\u00e0, piuttosto di un&#8217;opera antica che mi pu\u00f2 trasmettere bellezza artistica ma non spiritualit\u00e0. Preferisco qualcosa che comunichi, che inviti a pregare.<\/p>\n<p>9)\u00a0 \u00a0Anch&#8217;io ho sempre vissuto il Santuario da emigrante perch\u00e9 vengo da un altro paese, ma la sensazione che ho sempre avuto \u00e8 che sia pi\u00f9 che altro un luogo di culto, un luogo per pregare. Per me la Messa deve ser- vire ad aggregarsi,invece noto sempre molte persone che cercano di nascondersi. Penso che la Chiesa deb- ba essere un luogo aperto, dove si possa fare comunit\u00e0 e si possa interagire con tutti i nostri organi. Una Chiesa, anche se vuota, dovrebbe far sentire la relazione, la presenza di Dio.<\/p>\n<p>10) Io volevo riallacciarmi all&#8217;aspetto architettonico della Chiesa. Anch&#8217;io sono nato in un altro Paese e poi mi sono trasferito qui a Roveleto, ma quando entro nella mia Chiesa provo un&#8217;emozione diversa. Molte Chiese sono state costruite solo per un&#8217;esigenza scaturita dall&#8217;aumento della popolazione, sono state fatte in poco tempo, non sono state curate e risultano ora delle strutture orribili. Le mie perplessit\u00e0 scaturiscono dal fatto che mi domando se con le tecnologie moderne sia possibile costruire una Chiesa che renda la spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>11) Vorrei focalizzare l&#8217;attenzione su due aspetti: la necessit\u00e0 di una nuova Chiesa e una visione diversa del problema economico.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il primo aspetto vorrei ricordare che il nostro Santuario \u00e8 del 1800 e le persone che popolavano Roveleto in quel periodo era davvero poche, perci\u00f2 gi\u00e0 allora si pensava al futuro creando una struttura pi\u00f9 grande del necessario.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;aspetto economico invece, vorrei ricordare che non si tratta di un progetto a breve termine, ma pluriennale. La crisi che ci colpisce ora si spera sia momentanea e presto arrivi la ripresa, perch\u00e9 se cos\u00ec non dovesse essere tra qualche anno i nostri problemi non riguarderanno sicuramente la costruzione della Chiesa nuova. Proviamo a pensare come a un padre che deve costruire la casa per la propria famiglia.<\/p>\n<p>Vista l&#8217;importanza di questo progetto dal punto di vista spirituale e artistico, a mio avviso non ci deve spaventare l&#8217;aspetto economico.<\/p>\n<p>Prego Don Umberto di aprirci gli occhi sugli elementi spirituali fondamentali.<\/p>\n<p>12) Penso che dovremmo fare un cammino interrogandoci sul nostro passato e sul nostro futuro. Dovremmo convincerci di cosa \u00e8 la comunit\u00e0 fino ad ora, domandarci cosa siamo come comunit\u00e0 e a cosa aspiriamo, cosa vogliamo rappresentare. Roveleto \u00e8 un paese molto giovane, ma \u00e8 un Paese mariano, non nel senso che siamo particolarmente devoti alla Madonna, ma nel senso che si \u00e8 sviluppato intorno al Santuario e grazie alla presenza di esso. L&#8217;unico retaggio storico che unisce il paese \u00e8 la devozione mariana. Penso siano necessarie due cose: una tradizione (sapere ci\u00f2 che si \u00e8) e un aspirazione (sapere cosa vogliamo costruire).<\/p>\n<p>13) Vorrei elencare alcuni &#8220;difetti&#8221; del Santuario:<\/p>\n<p>&#8211; Il Fonte Battesimale \u00e8 bellissimo, ma non \u00e8 mai stato usato per la sua posizione inadatta;<\/p>\n<p>&#8211; La cappellina \u00e8 come se invitasse a nascondersi per pregare;<\/p>\n<p>&#8211; Il coro dietro all&#8217;altare non partecipa alla Messa insieme a tutta la comunit\u00e0, \u00e8 isolato;<\/p>\n<p>&#8211; I diversamente abili sono confinati vicino al confessionale e non possono seguire pienamente la Messa;<\/p>\n<p>&#8211; Le persone sono ostacolate nel seguire la Messa da coloro che hanno davanti.<\/p>\n<p>&#8211; Con la via Emilia cos\u00ec vicina, in certi orari soprattutto, \u00e8 impossibile pregare tranquillamente a causa dei troppi rumori e del continuo movimento delle porte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>14) Sono convinta che con la Chiesa nuova il Santuario riuscir\u00e0 ad assumere un significato diverso, quello per cui veramente \u00e8 stato realizzato. Pu\u00f2 diventare una nicchia, il luogo in cui raccogliersi per pregare la Beata Vergine.<\/p>\n<p>Penso sia il Signore a volere una nuova Chiesa.<\/p>\n<p>Sono convinta che dopo aver dato spazio a Padre Marko e a quello che vuole comunicarci, ognuno di noi dar\u00e0 una propria interpretazione e riuscir\u00e0 a riempire se stesso con tanta fede.<\/p>\n<p>15) Ricordo che durante un colloquio con un vecchio parroco era emerso il problema che a Roveleto non c&#8217;\u00e8 aggregazione comunitaria. Il Santuario non aiuta, \u00e8 in una posizione infelice, usciti dalla Messa non c&#8217;\u00e8 il posto per scambiare due parole. Ricordo le celebrazioni al Centro Parrocchiale che ho apprezzate partico- larmente, perch\u00e9 quando uscivo mi sentivo davvero emozionata. Dietro una colonna non si vive la Messa. Ricordo anche con grande emozione la prima Messa di Don Umberto Ferdenzi, nel campo dove sorger\u00e0 la nuova Chiesa\u2026 forse \u00e8 stata un messaggio.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 si sta ampliando e serve spazio, ma ci vorr\u00e0 una preparazione. Chiedo solo una cosa: che la nuova Chiesa sia luminosa!<\/p>\n<p>16) Qualche riflessione:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8220;La Chiesa siamo noi&#8221;- ha detto Padre Rupnik- quindi dalle sue parole si deduce che non serva un edificio per creare la Chiesa.<\/li>\n<li>A Roveleto non esiste un &#8220;noi&#8221;, non esiste una comunit\u00e0 in qualit\u00e0 di cittadini, n\u00e9 tanto meno una comunit\u00e0 religiosa, cristiana. Esiste un gruppo, un piccolo gruppo di cui ho seri dubbi sulla sua lunga durata.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>La funzione della Chiesa \u00e8 quella di farsi vicina alla gente, fedeli e non. Se la maggior parte dei\u00a0 cittadini di Roveleto non sente la necessit\u00e0 di avere una nuova Chiesa, il rischio che si corre \u00e8 quello di allontanare ancora di pi\u00f9 chi invece si sarebbe potuto avvicinare in altro modo.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>&#8220;Le Chiese di oggi sono garage, perch\u00e9 immagine dell&#8217;uomo moderno, per questo sono orribili.&#8221; Queste sono le parole di Padre Rupnik. In realt\u00e0 le Chiese di oggi sono orribili perch\u00e9 orri- bile \u00e8 la Chiesa di oggi. Ci\u00f2 che non funziona \u00e8 la Chiesa come istituzione, perch\u00e9 ha smarrito lo Spirito Santo. La gente \u00e8 solo il riflesso di una Chiesa malata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>17)\u00a0\u00a0 \u00a0Sono stato a Verona con Don Umberto e un gruppo di giovani e quella giornata mi \u00e8 servita. Ora sono tranquillo sapendo che ci guider\u00e0 Padre Rupnik e, penso che nulla sar\u00e0 lasciato al caso.<\/p>\n<p><strong>TE<\/strong><strong>MATICHE EMERSE DA QUESTO INCONTRO:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Necessit\u00e0 di un cammino comunitario profondo, partendo dalle nostre radici, interrogandoci su chi siamo, per poter costruire una comunit\u00e0 solida comprendendo a pieno il significato di questo termine.<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 di un percorso liturgico che aiuti a far crescere in tutta la comunit\u00e0 il desiderio di condivsione e unione durante la celebrazione della Messa;<\/li>\n<li>una comunit\u00e0 solida comprendendo a pieno il significato di questo termine.<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 di un percorso liturgico che aiuti a far crescere in tutta la comunit\u00e0 il desiderio di condivisione e unione durante la celebrazione della Messa;<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 di un percorso ravvicinato con Padre Marko Rupnik, finalizzato a una maggior comprensione del suo modo di operare e soprattutto del significato delle sue rappresentazioni;<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 di un coinvolgimento particolare di chi \u00e8 contrario alla costruzione della nuova Chiesa, per far emergere le perplessit\u00e0, per potersi confrontare e per spiegare dettagliatamente quali sono le esigenze e le motivazioni alla base di questo progetto;<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 di una spiegazione pi\u00f9 dettagliata degli aspetti tecnici riguardanti questo progetto.<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 di un cammino che porti emozioni e trasmetta anche in futuro la passione da cui \u00e8 stato guidato<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Q<\/strong><strong>UA<\/strong><strong>L<\/strong><strong>I TAPPE E QUALI CONTENUTI POTRANNO SEGNARE IL NOSTRO CAMMINO?<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0Definire il volto, la storia, le aspirazioni della nostra comunit\u00e0. La chiesa dovr\u00e0 e- sprimere chi noi siamo e quale parrocchia vorremmo essere.<\/li>\n<li>Conoscere il futuro del paese dal punto di vista demografico, urbanistico, economico<\/li>\n<li>Conoscere le prospettive future circa la presenza del clero nel nostro territorio. Quali progetti?<\/li>\n<li>Curare la formazione liturgica\/artistica.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Cosa significa e come va celebrata l&#8217;Eucaristia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Centro Parrocchiale Maria Orsola 3 Marzo 2010 &nbsp; VERBALE DELLA PRIMA ASSEMBLEA COMUNITARIA DESIDERARE UNA CHIESA DESIDERARE LA &#8220;CHIESA&#8221; &nbsp; Si partir\u00e0 dall&#8217;incontro tenuto qui a Roveleto da p. Rupnik sabato 13 febbraio. Prima di far vedere il video Don Umberto esordisce dicendo due cose: che \u00e8 stato mandato dal Vescovo Luciano Monari alla comunit\u00e0 di Roveleto per fare la Nuova Chiesa. In un colloquio del settembre 2007, dopo avergli presentato brevemente la comunit\u00e0 di Roveleto, il Vescovo Monari lo ha invitato a venire qui, a farsi venire una buona idea per poi riferirla al Vescovo. Cos\u00ec Don Umberto \u00e8 venuto, ha cercato di guardare la situazione, ha pensato a quale poteva essere la buona idea ed ha chiamato p. Marko, che \u00e8 stato interpellato sulla chiesa alla fine di dicembre del 2007. \u00c8&#8217; stata poi comunicata questa cosa all&#8217;attuale Vescovo e da l\u00ec \u00e8 iniziata una fase interlocutoria. Don Umberto vive questa cosa come una missione che gli \u00e8 stata data, non l&#8217;ha inventata lui, non \u00e8 un progetto suo, si sente assolutamente libero , ma anche assolutamente responsabile perch\u00e9 gli \u00e8 stata data dalla Chiesa . Don Umberto quindi non fa passi indietro perch\u00e9 non \u00e8 un progetto suo, ma al contempo non cercher\u00e0 di forzarlo, perch\u00e9 sarebbero i passi passionali di uno che deve assolutamente realizzare un progetto suo. La dimo- strazione di questa cosa \u00e8 che p. Marko \u00e8 stato interpellato la prima volta nel dicembre 2007, ed \u00e8 stato a Roveleto per fare un incontro nel 2010. Don Umberto ha lasciato andare le cose cos\u00ec come dovevano andare, senza forzarle, vedendo se i tasselli si incastravano l&#8217;uno con l&#8217;altro, quando ha visto che progressivamente si incastravano, con un atteggiamento libero e spirituale, ha dato inizio a questo cammino. Le cose fino ad ora sono andate in una certa direzione Perch\u00e9 fino ad ora non sono ancora stati fatti lavori comunitari sul tema della nuova chiesa? Don Umberto ha fatto questa esperienza: se uno lavora con una comunit\u00e0 per molto tempo, con un gruppo di persone, su un progetto, e questo progetto da parte di chi sta ai vertici non \u00e8 stato n\u00e9 approvato, n\u00e9 conosciuto, n\u00e9 in qualche modo avvallato, il rischio \u00e8 che poi chi sta ai vertici e deve decidere, decidendo in senso contrario tronchi il lavoro fatto da una comunit\u00e0 e generi una sensazione di frustrazione, inutilit\u00e0, senso di non essere ascoltati. Quindi prima bisogna sbloccare chi sta in alto e poi lavorare con chi sta alla base, perch\u00e9 questo d\u00e0 la garanzia che il lavoro che si fa con la base sia gi\u00e0 incanalato per poter essere ascoltato. Questo \u00e8 stato fatto da Don Umberto in questi anni: ha parlato col Vescovo, ha tenuto sempre i contatti con p. Marko, piano piano \u00e8 stato costruito un lento incontro tra di loro. Infatti si sono incontrati, perch\u00e9 p. Marko \u00e8 arrivato in canonica un&#8217;ora e mezza prima dell&#8217;incontro insieme al Vescovo, si sono parlati, si sono intesi, si sono detti reciprocamente &#8220;ci impegniamo per la chiesa di Roveleto&#8221;, si sono stretti la mano, e detti l&#8217;un l&#8217;altro che questo progetto \u00e8 un progetto sul quale vogliono dire s\u00ec. &nbsp; Dopo la visione del filmato riguardante l&#8217;incontro con Padre Marko Rupnik, tenutosi il 13 Febbraio 2010 presso il Centro Parrocchiale, e specificamente del momento in cui spiega qual \u00e8 la sua idea di Chiesa, i pre- senti hanno espresso le loro considerazioni, i dubbi e le perplessit\u00e0. SINTESI DEGLI INTERVENTI &nbsp; Per quanto riguarda la decorazione, preferirei non fosse particolarmente privilegiato il mosaico, ma una forma pi\u00f9 comprensibile da tutti perch\u00e9, come detto da Padre Marko: &#8220;non bisogna fare un corso per entrare in Chiesa&#8221;. &nbsp; 2.\u00a0 Al di l\u00e0 di come sar\u00e0 la Chiesa, spero che questo percorso ci faccia crescere come comunit\u00e0, ci dia un altro spirito e ci aiuti a conoscerci meglio e a decidere insieme. &nbsp; 3. Sento molti che si domandano quale sia l&#8217;utilit\u00e0 di una nuova Chiesa dato che molto probabilmente, se un giorno dovesse andarsene Don Umberto, la Chiesa torner\u00e0 ad essere vuota. Secondo me siamo molto igno- ranti dal punto di vista liturgico. Dietro le colonne del Santuario non si pu\u00f2 seguire la Messa e ne sono convinta perch\u00e9 ne ho fatta esperienza. A mio parere, se si fosse pi\u00f9 preparati a livello liturgico si sarebbe pi\u00f9 pronti a capire l&#8217;esigenza di una nuova Chiesa, che permetterebbe di vivere meglio le varie funzioni. &nbsp; 4. Dubbi ci sono, ma penso sia giusto impostare il discorso in questo modo: la Chiesa non pu\u00f2 essere calata dall&#8217;alto, siamo troppo abituati ad assistere e basta. Dobbiamo imparare a metterci in gioco. Non possiamo essere sempre dei semplici spettatori, dobbiamo provare a lasciare un segno, non tanto dal punto di vista artistico, ma di unione comunitaria. Questa \u00e8 la sfida! Ci sono tante risorse che vanno solo messe in moto. A mio parere bisogna provare a fare un discorso su se stessi insieme agli altri. &nbsp; 5)\u00a0 \u00a0Concordo con chi parlava di comunit\u00e0. Fare la Chiesa per quelli che la voglio, ma soprattutto per quelli che non la vogliono, perch\u00e9 forse in questo modo riusciremo a realizzare qualcosa di bello. La liturgia non si improvvisa, sarebbe bello trovare un gruppo liturgico perch\u00e9 \u00e8 accogliente ed \u00e8 pi\u00f9 facile celebrare tutti insieme. 6)\u00a0 \u00a0Io non ho mai sentito pareri negativi, anche perch\u00e9 sinceramente non ne ho parato molto del progetto con altri. Vi porto la mia emozione: quando rientro nella MIA Chiesa, dove ho ricevuto i sacramenti, sento un&#8217;aria diversa. Vengo da un Paese dove la Chiesa \u00e8 stata costruita nel 1200 per\u00f2, quando ci entro, mi sembra di sentire un eco di voci, le voci di quelli che hanno lavorato per costruirla. La Chiesa con la &#8220;C&#8221; maiuscola ti aiuta, ti coinvolge. Il Santuario non ci aiuta. Una vera Chiesa ti aiuta a percepire tutti, nessuno \u00e8 nascosto. Con le premesse che ci sono sar\u00e0 un passo nella storia, un passo diocesano. Quando ho sentito Padre Marko che va a raccogliere le pietre da usare nel suo lavoro, mi \u00e8 venuta voglia di rendermi utile, anche solo andando a cercare un piccolo sasso. Questa mi sembra un&#8217;occasione, un progetto che ci pu\u00f2 coinvolgere per lungo tempo e che pu\u00f2 farci bene. 7)\u00a0\u00a0 Forse per la maggior parte della gente di Roveleto la sua Chiesa \u00e8 il Santuario. Anch&#8217;io ho sentito tanti pareri negativi, ma secondo me \u00e8 l&#8217;occasione giusta. Non vedo la gente entusiasta. Mi chiedo: quanti preti ci saranno tra trent&#8217;anni? E&#8217; il caso di iniziare un altro progetto? La Chiesa probabilmente l&#8217;hanno chiesta i vertici, non la base. Dall&#8217;altra parte questa \u00e8 un&#8217;occasione bellissima, unica, soprattutto per fare comunit\u00e0. Dal nulla si pu\u00f2 partire per costruire sia la chiesa con la &#8220;c&#8221; minuscola che quella con la &#8220;c&#8221; maiuscola. Questa occasione per\u00f2 bisogna affrontarla facendo emergere le nostre perplessit\u00e0, ed \u00e8 importante legare questa\u00a0 costruzione\u00a0 della Chiesa con\u00a0 la\u00a0 Carit\u00e0,\u00a0 vista\u00a0 la\u00a0 crisi \u00a0che\u00a0 oggi \u00a0ci \u00a0colpisce.\u00a0 Pu\u00f2\u00a0 essere\u00a0 anche l&#8217;occasione per dare una nuova importanza alle cose, per dare luce al buio che ci circonda e per ricostruire una comunit\u00e0 con alla base la Carit\u00e0. E&#8217; un&#8217;occasione!Dobbiamo trasmettere questa passione che abbiamo e farla nascere nelle altre persone. Mi domando anche: i soldi sono importanti? Sono l&#8217;ultima cosa? 8)\u00a0 \u00a0Volevo ricordare che nel Vangelo sta scritto: &#8220;Non di solo pane vivr\u00e0 l&#8217;uomo&#8221;. Guardando in quest&#8217;ottica il problema economico passa in secondo piano. Sul discorso dello spazio del luogo di culto \u00e8 molto importante portare una ventata nuova. A\u00a0 me comunica molto di pi\u00f9 il mosaico nella sua semplicit\u00e0, piuttosto di un&#8217;opera antica che mi pu\u00f2 trasmettere bellezza artistica ma non spiritualit\u00e0. Preferisco qualcosa che comunichi, che inviti a pregare. 9)\u00a0 \u00a0Anch&#8217;io ho sempre vissuto il Santuario da emigrante perch\u00e9 vengo da un altro paese, ma la sensazione che ho sempre avuto \u00e8 che sia pi\u00f9 che altro un luogo di culto, un luogo per pregare. Per me la Messa deve ser- vire ad aggregarsi,invece noto sempre molte persone che cercano di nascondersi. Penso che la Chiesa deb- ba essere un luogo aperto, dove si possa fare comunit\u00e0 e si possa interagire con tutti i nostri organi. Una Chiesa, anche se vuota, dovrebbe far sentire la relazione, la presenza di Dio. 10) Io volevo riallacciarmi all&#8217;aspetto architettonico della Chiesa. Anch&#8217;io sono nato in un altro Paese e poi mi sono trasferito qui a Roveleto, ma quando entro nella mia Chiesa provo un&#8217;emozione diversa. Molte Chiese sono state costruite solo per un&#8217;esigenza scaturita dall&#8217;aumento della popolazione, sono state fatte in poco tempo, non sono state curate e risultano ora delle strutture orribili. Le mie perplessit\u00e0 scaturiscono dal fatto che mi domando se con le tecnologie moderne sia possibile costruire una Chiesa che renda la spiritualit\u00e0. 11) Vorrei focalizzare l&#8217;attenzione su due aspetti: la necessit\u00e0 di una nuova Chiesa e una visione diversa del problema economico. Per quanto riguarda il primo aspetto vorrei ricordare che il nostro Santuario \u00e8 del 1800 e le persone che popolavano Roveleto in quel periodo era davvero poche, perci\u00f2 gi\u00e0 allora si pensava al futuro creando una struttura pi\u00f9 grande del necessario. Per quanto riguarda l&#8217;aspetto economico invece, vorrei ricordare che non si tratta di un progetto a breve termine, ma pluriennale. La crisi che ci colpisce ora si spera sia momentanea e presto arrivi la ripresa, perch\u00e9 se cos\u00ec non dovesse essere tra qualche anno i nostri problemi non riguarderanno sicuramente la costruzione della Chiesa nuova. Proviamo a pensare come a un padre che deve costruire la casa per la propria famiglia. Vista l&#8217;importanza di questo progetto dal punto di vista spirituale e artistico, a mio avviso non ci deve spaventare l&#8217;aspetto economico. Prego Don Umberto di aprirci gli occhi sugli elementi spirituali fondamentali. 12) Penso che dovremmo fare un cammino interrogandoci sul nostro passato e sul nostro futuro. Dovremmo convincerci di cosa \u00e8 la comunit\u00e0 fino ad ora, domandarci cosa siamo come comunit\u00e0 e a cosa aspiriamo, cosa vogliamo rappresentare. Roveleto \u00e8 un paese molto giovane, ma \u00e8 un Paese mariano, non nel senso che siamo particolarmente devoti alla Madonna, ma nel senso che si \u00e8 sviluppato intorno al Santuario e grazie alla presenza di esso. L&#8217;unico retaggio storico che unisce il paese \u00e8 la devozione mariana. Penso siano necessarie due cose: una tradizione (sapere ci\u00f2 che si \u00e8) e un aspirazione (sapere cosa vogliamo costruire). 13) Vorrei elencare alcuni &#8220;difetti&#8221; del Santuario: &#8211; Il Fonte Battesimale \u00e8 bellissimo, ma non \u00e8 mai stato usato per la sua posizione inadatta; &#8211; La cappellina \u00e8 come se invitasse a nascondersi per pregare; &#8211; Il coro dietro all&#8217;altare non partecipa alla Messa insieme a tutta la comunit\u00e0, \u00e8 isolato; &#8211; I diversamente abili sono confinati vicino al confessionale e non possono seguire pienamente la Messa; &#8211; Le persone sono ostacolate nel seguire la Messa da coloro che hanno davanti. &#8211; Con la via Emilia cos\u00ec vicina, in certi orari soprattutto, \u00e8 impossibile pregare tranquillamente a causa dei troppi rumori e del continuo movimento delle porte. &nbsp; 14) Sono convinta che con la Chiesa nuova il Santuario riuscir\u00e0 ad assumere un significato diverso, quello per cui veramente \u00e8 stato realizzato. Pu\u00f2 diventare una nicchia, il luogo in cui raccogliersi per pregare la Beata Vergine. Penso sia il Signore a volere una nuova Chiesa. Sono convinta che dopo aver dato spazio a Padre Marko e a quello che vuole comunicarci, ognuno di noi dar\u00e0 una propria interpretazione e riuscir\u00e0 a riempire se stesso con tanta fede. 15) Ricordo che durante un colloquio con un vecchio parroco era emerso il problema che a Roveleto non c&#8217;\u00e8 aggregazione comunitaria. Il Santuario non aiuta, \u00e8 in una posizione infelice, usciti dalla Messa non c&#8217;\u00e8 il posto per scambiare due parole. Ricordo le celebrazioni al Centro Parrocchiale che ho apprezzate partico- larmente, perch\u00e9 quando uscivo mi sentivo davvero emozionata. Dietro una colonna non si vive la Messa. Ricordo anche con grande emozione la prima Messa di Don Umberto Ferdenzi, nel campo dove sorger\u00e0 la nuova Chiesa\u2026 forse \u00e8 stata un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":13473,"menu_order":10,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-13554","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/13554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13554"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/13554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13557,"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/13554\/revisions\/13557"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/13473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiaroveleto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}