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La Via 10 maggio
PAROLE VERE (Gv 14,15-21). Nel vangelo di Giovanni Gesù accompagna il momento dell’ultima cena con un lungo discorso di addio. Le parole che pronuncia hanno quel buon sapore della consolazione vera, quando ciò che ascolti ti tocca il cuore così in profondità da lasciare una traccia indimenticabile. Spesso le parole che ricordiamo sono quelle cattive; Gesù ci lascia invece parole buone, capaci di alimentare la speranza, di dare senso al presente e nutrire il futuro. Oggi, di questo lungo discorso ne abbiamo letta una parte che riguarda da vicino ciascuno di noi nelle paure più profonde che ci portiamo dentro: la paura della separazione e la paura di essere…
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Illuminare il sentiero
Illuminare il sentiero. Appunti di percorso. Cosa resta quando ci spogliamo di tutto ciò che è superfluo? Quando il viaggio non è più solo geografico? Da un’esperienza trasformativa a Gerusalemme prende avvio un cammino che interroga la vita nelle sue dimensioni essenziali: la ricchezza, la felicità, la scelta, l’identità. Non una fuga dal mondo, ma un diverso modo di abitarlo, alla ricerca di una ricchezza che trascende il valore materiale. Attraverso citazioni, riflessioni e immagini, “Illuminare il sentiero” accompagna il lettore in un percorso di rinascita che chiede coraggio, disciplina e ascolto. Un piccolo scrigno di parole e appunti per costruire uno stile di vita più consapevole, allenare l’equilibrio interiore…
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La porta del cuore
C’è un’immagine di prete, una figura di prete che non so come possa oggi parlare ancora al cuore di un giovane. Noi preti viviamo una insoddisfazione di fondo, ma di rado associata a vere e proprie crisi, che si manifesta in demotivazione, malumori, chiusura nel privato. All’origine di tutto ciò c’è una sproporzione tra le energie spese e i risultati ottenuti nel ministero che sono, non poche volte, frustranti. Ma c’è anche un sovraccarico delle strutture che porta ad interessarsi di cose che non c’entrano con il Vangelo e con l’annuncio di fede: questioni burocratiche, economiche e amministrative che stancano lasciando svuotati i preti. E infine c’è la sintesi da…
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La Via 26 aprile
VOCAZIONI (Gv 10,1-10). Una nota canzone in dialetto milanese ha, tra le sue strofe iniziali, questa espressione (tradotta): “io spero che non si offenderà nessuno se parliamo un pochino anche di noi”. La prendo in prestito per parlare, una volta tanto, anche di noi. E intendo di noi preti. Oggi infatti, quarta domenica di Pasqua, è la domenica del Buon Pastore oltre che giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Ma perché seminari e noviziati continuano a svuotarsi? Perché le vocazioni sono così in calo? Forse Dio vuole che riflettiamo se la forma attuale del ministero sacerdotale e religioso risponde o meno ai bisogni della chiesa e della società di…
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Il potere della morte
Anche a riguardo delle Scritture emerge tra loro una sorta di estraneità: è il viandante misterioso a rileggere il significato messianico dei passi dell’Antico Testamento; loro non ci erano arrivati, quel modo di pensare non gli apparteneva. Avevano un’idea del messia vittorioso e liberatore di Israele e quando Gesù parla di sofferenza e sconfitta non hanno assolutamente possibilità di capirlo. Lo capiranno solo quando condivideranno con Gesù lo stesso pane, quando il forestiero diventerà un ospite. Accogliere quotidianamente Gesù e la sua parola è l’unica via che abbiamo a disposizione anche noi per far sì che il Signore non sia un forestiero, o meglio, per non continuare noi ad essere…
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La Via 19 aprile
“Solo tu sei così forestiero a Gerusalemme!”, così i due discepoli si rivolgono a Gesù, definendolo con una parola che esprime il suo “venire da fuori”, il suo essere estraneo ai fatti accaduti in quei giorni.Senza saperlo dicono qualcosa di vero: spesso Gesù è per noi un estraneo.O meglio, siamo noi ad essere estranei al suo messaggio evangelico.Così come quel giorno, sulla via verso Emmaus, i veri forestieri erano i due discepoli.La loro estraneità agli avvenimenti era dovuta al fatto che non ne avevano compreso il senso profondo.Il viandante che si accosta loro (Gesù) parla un’altra lingua: i due sono chiusi nel passato e raccontano di una sconfitta.Il Signore invece…