La Via 20 maggio

L’EVENTO DECISIVO _ (Gv 15,26-27;16,12-15)_

Proviamo a immaginare che ne sarebbe stato dei discepoli senza la Pentecoste.

Chiusi in quel cenacolo avrebbero passivamente atteso che le acque si calmassero e nessuno più parlasse del maestro di Nazareth a cui avevano creduto.

Piano piano sarebbero usciti, senza dare nell’occhio, senza infamia e senza lode.

Ad imbottire la schiera dei tanti che falliscono nella vita; coloro che non raggiungono gli obiettivi che si prefiggono.

O per incapacità, o per sfortuna, o per ingenuità.

Come la loro.

L’ ingenuità di avere seguito quel Gesù che incantava le folle, che compiva miracoli e che poi, ad un certo punto aveva cominciato a deludere le attese.

Senza Pentecoste avrebbero raccolto le loro cose per andarsene e tornare all’ordinarietà banale della loro vita.

Forse avrebbero raccontato ai nipoti di quei tre anni trascorsi con il Nazareno.

Ma probabilmente no.

Non fa mai piacere rivangare i propri errori.

E invece…

Il racconto ci fu. Ma subito, senza indugiare. Senza paure e senza tentennamenti cominciarono a testimoniare.

E il Vangelo, destinato altrimenti a rimanere una parola come tante, iniziò la sua inarrestabile corsa.

Se ci siamo noi oggi, per quel che siamo, è perché c’è stata la Pentecoste.

Trovassimo il tempo di fermarci un po’, in questi giorni, magari capiremmo la portata di questo evento.

Accaduto una volta per tutte, esso ha modificato la storia.

Anche la nostra.

Se lasciassimo spazio allo Spirito Santo, alla sue azione su noi, ci accorgeremmo che ciò che fa paura può essere affrontato; ciò che non conosciamo può essere compreso; ciò che abbiamo sbagliato può diventare l’inizio di un nuovo percorso.

A differenza degli apostoli, ai quali fu riservata una irruzione improvvisa e travolgente, ai nostri cuori lo Spirito bussa.

Lasciamolo entrare.

Don Umberto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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